Libia: Il governo di Tripoli valuta l'imposizione del coprifuoco a Bengasi
Aggiornato al 2 maggio il processo a Saif al-Islam Gheddafi
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Il governo di Tripoli sta prendendo in considerazione l’imposizione di un coprifuoco notturno a Bengasi a seguito del deterioramento delle condizioni di sicurezza nella città e dei ripetuti attentati contro funzionari della sicurezza e diplomatici stranieri.
L'idea di un coprifuoco è stata avanzata la prima volta dal primo ministro Ali Zidan durante una conferenza stampa mercoledì. Zidan ha dichiarato che il governo non aveva intenzione di imporre un controllo militare sulla seconda città della Libia ma che avrebbe aumentato la presenza della polizia nelle strade della città e che stava anche valutando l’idea di un coprifuoco qualora il Congresso Generale Nazionale avesse approvato.
Giovedì intanto si è tenuta a Zintan la prima udienza del processo contro Saif al-Islam Gheddafi, figlio del Colonnello. Saif è stato accusato di "complicità in scambio di informazioni e la produzione di documenti che possono mettere in pericolo la sicurezza nazionale” durante la visita di una delegazione della Corte Penale Internazionale il 7 giugno scorso. Il team della Corte dell’Aja, guidato dall’avvocato australiano Melinda Taylor, è stato accusato di aver violato la “sicurezza nazionale libica” ed è stato in custodia delle autorità libiche per quasi un mese.
La Taylor, che lavora alla difesa di Seif, era stata accusata di voler filmare l’incontro con il suo assistito e di aver cercato di passare a Seif una lettera di Mohammed Ismail, ricercato dalle autorità libiche.
Il processo è stato aggiornato al 2 maggio 2013 ed è un atto di sfida contro la giurisdizione dell’Aja che aveva chiesto alla Libia di rimettere il giudizio del figlio di Gheddafi e dell’ ex capo dei servizi segreti, Abdullah al-Senussi, alla stessa CPI.

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