Libia: Liberi i quattro funzionari della Corte Penale Internazionale

Erano stati fermati dopo un incontro con Saif Gheddafi con l’accusa di minaccia alla sicurezza nazionale libica

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Libia: Liberi i quattro funzionari della Corte Penale Internazionale

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Sono stati rilasciati e hanno già fatto rientro in Olanda i quattro funzionari della Corte Penale Internazionale arrestati in Libia lo scorso 7 giugno con l’accusa di spionaggio e minaccia alla sicurezza nazionale. La delegazione della CPI aveva incontrato il proprio assistito, Saif Gheddafi, detenuto in un carcere a Zintan. Saif al – Islam Gheddafi è accusato dalla stessa Corte Penale Internazionale di crimini contro l’umanità, compiuti durante la recente guerra libica che ha rovesciato il regime del padre, il Colonnello Gheddafi. 
La milizia Zintan, che ha catturato e detiene Saif Gheddafi, si era opposta alla richiesta di consegna avanzata dalla CPI chiedendo che il processo si svolgesse in Libia. I quattro funzionari, secondo la versione fornita dalle milizie che li hanno fermati, avrebbero cercato di fornire dei documenti a Saif Gheddafi, tra cui una lettera di Mohammed Ismail, braccio destro di Gheddafi. 
Il rilascio dei funzionari è avvenuto nel corso di una visita del Presidente della CPI, Sang-Hyun Song, in Libia. In una conferenza tenuta nella città di Zintan, Song ha ufficializzato le sue scuse alle autorità libiche per le difficoltà create dalla missione del suo team e ringraziato per il rilascio.
 La stessa CPI si è impegnata ad aprire un’indagine per accertare eventuali infrazioni commesse dal suo personale e comunicarne l’esito alle autorità libiche.
Il  rientro dell’avvocato australiano Taylor, della sua interprete e di altri due membri dello staff  è avvenuto su un volo speciale messo a disposizione dall’Italia su richiesta della Corte. Il positivo epilogo della vicenda è infatti avvenuto anche “grazie all'impegno ed ai contatti del governo italiano”, come ha ricordato il Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata.

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