Libia: Manifestanti assaltano la sede della Commissione elettorale di Bengasi
L'azione, rivendicata in nome di una maggiore rappresentatività della Cirenaica, ennesima prova di un paese nel baratro dell'anarchia politica
La sede della Commissione elettorale di Bengasi, capitale della regione della Cirenaica, è stata distrutta da un centinaio di manifestanti armati che protestavano per una migliore ripartizione dei seggi tra le tre regioni storiche che costituiscono la Libia, in vista delle elezioni dell’Assemblea Costituente previste per il 7 luglio.
Il Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), autorità centrale libica, aveva distribuito i seggi, dunque la rappresentatività in seno all’Assemblea, su base demografica: 100 seggi per la Tripolitania, 60 per la Cirenaica e 40 per il Fezzan. L’annuncio di questa ripartizione aveva scatenato le proteste degli abitanti di Bengasi, apertamente favorevoli all’autonomia della loro regione. Nel mese di marzo, infatti, il “Congresso del popolo della Cirenaica”, composto da diversi capi locali, aveva già avanzato la richiesta per una più ampia autonomia da Tripoli, all’interno di una soluzione federale. La richiesta riguardava innanzitutto la gestione delle risorse petrolifere.
La Cirenaica, culla della rivolta contro Gheddafi, possiede infatti i 2/3 del petrolio libico e ha sempre di fatto patito il rapporto concorrenziale con la Tripolitania. Il CNT aveva però minacciato il ricorso all’uso della forza per tutelare l’unità del Paese.
L’episodio conferma come il problema della sicurezza sia la vera sfida della nuova Libia tra scontri tribali, che negli ultimi giorni hanno causato 50 morti a Kufra, nella Libia sud – orientale, e scontri tra milizie, che di fatto detengono il controllo del territorio.

1.gif)
