Libia. Zeidan e il rischio di un nuovo intervento esterno
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Denunciando gli scontri scoppiati giovedì notte nel centro di Tripoli tra due gruppi armati, il premier libico Ali Zeidan ha avvertito i suoi concittadini che "La comunità internazionale non può tollerare, in pieno Mediterraneo, uno Stato che è fonte di violenza e terrorismo".
Citando l'esempio dell'Iraq, Zeidan ha messo in guardia contro "l'intervento delle forze di occupazione straniere" in una Libia sprofondata nel caos, dove le armi abbondano nelle mani di milizie che governano dal crollo delregime di Muammar Gheddafi.
Il primo ministro ha anche ricordato che la Libia è ancora sotto il capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che permette alla comunità internazionale di prendere "le misure necessarie" per proteggere i civili.
Citando l'esempio dell'Iraq, Zeidan ha messo in guardia contro "l'intervento delle forze di occupazione straniere" in una Libia sprofondata nel caos, dove le armi abbondano nelle mani di milizie che governano dal crollo delregime di Muammar Gheddafi.
Il primo ministro ha anche ricordato che la Libia è ancora sotto il capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che permette alla comunità internazionale di prendere "le misure necessarie" per proteggere i civili.

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