L'impasse diplomatico sul caso siriano
"Le possibilità che il piano di pace possa fermare il massacro siriano si vanno affievolendo". È quanto ha dichiarato il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, denunciando anche come i mezzi della missione Onu (Unsmis) sono quotidianamente oggetto di attacchi da parte delle Forze del regime di Assad per impedire loro di raggiungere i villaggi teatro dei massacri. La notizia delle ultime violenze arriva dal villaggio sunnita di Mazraat al Qubeir nella zona di Hama. Fonti non confermate parlano di 55 morti. Il Segretario Generale della Lega Araba, Nabil el Araby, ha esortato il Consiglio di Sicurezza ad adottare tutte le misure – economico/politiche - necessarie a proteggere la popolazione siriana. Tuttavia, in seno al Consiglio di Sicurezza, sembra lontana la possibilità di un’intesa. Mentre Washington condanna apertamente il regime di Assad e preme per una transizione democratica, Cina e Russia sono contrarie ad un intervento armato. La Siria è, specialmente per la Russia, un punto di appoggio strategico nello scacchiere mediorientale - si pensi alla base di Tartus - oltre che un ottimo acquirente dei prodotti dell’industria della difesa russa.

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