Livni si dimette dal Knesset. "Israele è seduto su un vulcano"
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Tzipi Livni, l'ex segretario del principale partito d'opposizione israeliano Kadima, si è dimessa martedì dal parlamento, un mese esatto dopo aver perso la leadership della compagine di centro destra. Già dalle prime ore dopo la pesante sconfitta delle primarie con Shaul Mofaz, affermatosi alla guida del partito fondato dall'ex premier Ariel Sharon con il 62% delle preferenze, in molti avevano speculato su tale possibilità. E l'atteso annuncio è arrivato martedì, in un momento in cui Israele attende ancora la data ufficiale per le prossime elezioni generali, che potrebbero essere anticipate all'agosto di quest'anno.
Kadima, che nelle elezioni parlamentari del 2009 aveva vinto il maggior numero di seggi ma non era stato in grado di formare un governo, è in un calo vertiginoso di consensi, con i primi sondaggi che addirittura prevedono la perdita della metà delle poltrone. Nel suo discorso di dimissioni, Livni ha dichiarato che Israele “è seduto in vulcano. L'orologio internazionale si sta muovendo rapidamente e l'esistenza di uno stato ebraico democratico è in pericolo”. L'ex leader di Kadima ha poi criticato l'approccio oltranzista del primo ministro Binyamin Netanyahu ed il suo governo conservatore, sottolineando di non aver alcun rimorso nell'aver cercato di ristabilire un dialogo di pace con i palestinesi nel suo incarico di ministro degli esteri nel governo Olmert, ex leader di Kadima costretto alle dimissioni per uno scandalo di corruzione. “Sto lasciando il Knesset, ma non la vita politica”, ha concluso Livni, non chiaerendo quale sarà il suo futuro.

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