L'Onu aggiorna a 7,500 i morti in Siria

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L'Onu aggiorna a 7,500 i morti in Siria

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Martedì in una sessione d'emergenza del Consiglio dei diritti umani a Ginevra, l'Alto Commissario dei diritti umani Navi Pillay ha nuovamente invocato un intervento della comunità internazionale per fermare il massacro contro la popolazione civile siriana. Secondo Pillay l'obiettivo immediato deve essere quello di costringere Assad ad un cessate il fuoco per permettere l'ingresso di una missione di monitoraggio internazionale e consentire alle organizzazioni umanitarie di trasportare viveri e medicinali  a Homs ed altre città assediate.  Il ministro degli esteri francese Alain Juppe ha chiesto alle 47 nazioni del Consiglio dei diritti umani di preparare a sottomettere la questione contro la Siria alla Corte penale internazionale. Non essendo membro dello Statuto di Roma, tuttavia, i membri del regime siriano potrebbero divenire imputati all'Aja solo attraverso una risoluzione del Consiglio di sicurezza. Ma il veto cinese e russo preclude al momento tale eventualità.
Intanto, il Sotto segretario generale per gli affari politici Lynn Pascoe ha aggiornato a 7,500 persone, 2 mila in più degli ultimi dati forniti, le persone uccise dall'inizio della rivolta. Il tasso di mortalità avrebbe raggiunto la cifra record di 100 morti civili al giorno, inclusi molti bambini e donne. Il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton, durante un audizione al Senato, ha dichiarato che il presidente Bashar al-Assad deve essere considerato, secondo la definizione comunemente accettata dal diritto internazionale, un criminale di guerra. Ma, ha aggiunto, in questo modo si limitano le opzioni politiche a disposizione ed al momento la soluzione migliore rimane quella diplomatica, vale a dire persuadere il leader siriano a rinunciare al potere. Nella giornata di martedì, infine, il governo tunisino ha fatto sapere di essere disposto a fornire asilo politico ad Assad.

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