In evidente difficoltà di fronte all'avanzata dell'esercito di Assad, l'opposizione siriana ha scelto venerdì, in occasione del primo anniversario dall'inizio della rivolta, “come la giornata per un intervento militare estero", ed ha chiesto al popolo siriano di manifestare e fare pressioni sulla comunità internazionale. Nonostante oggi l'inviato congiunto delle Nazioni Unite e della Lega Araba Kofi Annan riferirà al Consiglio di sicurezza circa la sua azione diplomatica per portare entrambe le parti sul tavolo delle trattative, dimostrazioni di protesta si registrano nella città di Qamishli, nel nord est del paese, e sono previste in molte altre città.
Sempre nella giornata di venerdì, il sottosegretario delle Nazioni Unite agli affari umanitari, Valerie Amos, ha annunciato che un nuovo team di esperti delle Nazioni Unite e della Cooperazione islamica visiteranno le zone più colpite del paese nel fine settimana. La delegazione, accompagnata da ufficiali di Damasco, visiterà Homs, Deraa Deir al-Zour, le zone rurali intorno Damascus e Hama, ma non Idlib, la provincia a Nord soggetta ai maggiori scontri recentemente. “Per avere l'opportunità di raccogliere informazioni sulla situazione umanitaria complessiva e osservare in prima persona la situazione nelle varie città – ha dichiarato l'Amos- è vitale che le organizzazioni umanitarie abbiano accesso illimitato per identificare i bisogni più urgenti e fornire i soccorsi più immediati". L'annuncio della missione delle Nazioni Unite segue l'appello di una coalizione di 200 organizzazioni umanitarie che hanno pressato Russia e Cina a supportare il tentativo delle Nazioni Unite di cessare le violenze.
ATTENZIONE!
Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.
oppure effettua una donazione