L'ultimatum delle Nazioni Unite ad Assad

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L'ultimatum delle Nazioni Unite ad Assad

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Un importante passo è da registrare nell'azione diplomatica rispetto alla repressione del regime di Assad in Siria. Dopo che Cina e Russia avevano impedito una presa di posizione del Consiglio di Sicurezza, giovedì sera l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione di condanna alle violenze ed intimato il Presidente Assad ad accettare il piano di transizione proposto dalla Lega Araba. Con 137 voti favorevoli e soli 12 contrari, il documento, pur non vincolante, registra una forte presa di posizione delle Nazioni Unite rispetto alle gravi e massicce violazioni dei diritti umani in corso.
Rimane il veto di Cina e Russia. Secondo Vitaly Churkin, l'ambasciatore russo delle Nazioni Unite, il voto del suo paese rappresenta un'opposizione ad un documento che colpevolizza una sola fazione; per il rappresentante cinese Wang Min, invece, la risoluzione rappresenta un'interferenza illegittima negli affari di uno stato sovrano. Entusiasta l'ambasciatore Usa  Susan Rice, secondo cui il messaggio forte dell'Assemblea dimostra come Assad non sia stato mai così solo.
Maggiormente impegnata nell'azione diplomatica resta la Francia. A margine del voto, il ministro degli esteri Alan Juppè ha dichiarato che il suo paese è in continua trattativa con la Russia per persuadere Mosca a votare una risoluzione di condanna vincolante all'interno del Consiglio di sicurezza. Eventualità che potrebbe comportare l'apertura di un processo penale davanti la Corte penale internazionale. Non firmataria degli accordi di Roma, infatti, gli organi sovrani della Siria possono comparire solo dietro referral diretto del Consiglio. 

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