Melenchon contro la sinistra “musona” che guarda dall’alto al basso il calcio

Un modo di pensare che secondo il leader della sinistra francese «nega il rapporto tra il calcio e le lotte popolari»

3128
Melenchon contro la sinistra “musona” che guarda dall’alto al basso il calcio

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Fabrizio Verde

A distanza di vent’anni dalla prima volta, la selezione nazionale calcistica della Francia è tornata sul tetto più alto del mondo. Ovviamente, come sempre accade in questi casi ad ogni latitudine, il popolo è sceso in piazza per festeggiare la vittoria. Un’onda di gioia ha scosso il paese. A questo popolo festante si è idealmente unito il leader della sinistra francese Jean-Luc Mélenchon. Un navigato uomo politico capace di rigenerare la morente sinistra transalpina e portarla a circa il 20% dei voti in occasione delle ultime elezioni presidenziali. 

Alla testa del movimento ‘La France Insoumise’, Jean-Luc Mélenchon, ha l’ambizione di cambiare il corso della fallimentare politica della sinistra francese ed europea degli ultimi anni.  Compresi quegli atteggiamenti fortemente deleteri - di certa sinistra snob o radical chic che dir si voglia - che allontanano irreparabilmente dal sentimento popolare. 

Così Melenchon, dopo il trionfo in una finale molto bella e combattuta della Francia contro la Croazia, afferma di avere crescenti difficoltà verso quegli esponenti della sinistra tradizionale pronti a «puntare il dito contro gli appassionati» di calcio. Che riciclano il più classico dei luoghi comuni, ossia «il calcio è l’oppio dei popoli», oppure biasimano i tifosi festanti perché questi «non sono in gradi di difendere i propri diritti sociali». 

Un modo di pensare che secondo il leader della sinistra francese «nega il rapporto tra il calcio e le lotte popolari». Jean-Luc Mélenchon invita inoltre a «stare attenti a questi musoni che guardano dall’alto in basso le grandi emozioni collettive».

Certo, dopo le critiche del Manifesto, Melenchon si avvicina sempre più così ad essere bollato come un populista, un “sovranista” o perfino rossobruno. E’ dal popolo e attraverso il popolo che la sinistra può rinascere come in Francia o continuare nella sua inesorabile eutanasia come in Italia. Viva Melenchon!

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti