Mosca ribadisce il suo «sostegno incondizionato» a Cuba e attacca l'embargo USA: «Cinica manifestazione della dottrina Monroe»

Il viceministro Riabkov: «Non rinunceremo alla nostra posizione di principio verso uno Stato storicamente vicino». Lavroff offre aiuto all'Avana contro il blocco

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Mosca ribadisce il suo «sostegno incondizionato» a Cuba e attacca l'embargo USA: «Cinica manifestazione della dottrina Monroe»

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La Russia ha riaffermato con forza il proprio sostegno «incondizionato» a Cuba, nel contesto del perdurante embargo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti. La dichiarazione, che giunge in un momento di rinnovata tensione tra Washington e L'Avana, è stata pronunciata dal viceministro degli Affari esteri russo, Sergej Riabkov, che ha escluso qualsiasi cedimento sulla posizione di Mosca. Lo riporta oggi RT.

«Sosteniamo incondizionatamente Cuba e, tengo a sottolineare, non abbandoneremo la nostra posizione di principio a sostegno di uno Stato storicamente vicino a noi – ha dichiarato Riabkov venerdì – uno Stato che offre alla Russia un prezioso sostegno nei forum internazionali».

Secondo l'alto funzionario, l'embargo rappresenta una manifestazione palese della dottrina Monroe, la storica politica statunitense che rivendicava l'emisfero occidentale come sfera d'influenza esclusiva. «Una cosa ci è chiara – ha aggiunto – indipendentemente da come si svilupperà questo processo, siamo di fronte a una manifestazione cinica e flagrante della dottrina Monroe, che non tollera la 'dissidenza' in tutto l'emisfero occidentale».

Il colloquio Lavrov-Rodríguez ai margini dei BRICS

Il fronte diplomatico russo si è mobilitato anche ai massimi livelli. Giovedì, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha incontrato il suo omologo cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, a margine del vertice dei ministri degli Esteri dei BRICS. Nel corso del colloquio, Lavrov ha manifestato la disponibilità di Mosca a fornire sostegno all'Avana nella sua «giusta rivendicazione» affinché gli Stati Uniti pongano immediatamente fine al blocco e rimuovano Cuba dalla lista statunitense dei cosiddetti «Stati sponsor del terrorismo».

«La parte russa ha manifestato la propria disponibilità a fornire sostegno all'Avana», si legge in una nota ufficiale del Ministero degli Esteri russo, che ribadisce la linea di ferma opposizione alle sanzioni unilaterali.

 

L'escalation di Washington contro l'isola

Le dichiarazioni di Mosca fanno da contrappunto a una serie di iniziative ostili da parte dell'amministrazione statunitense. Lo scorso 29 gennaio, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che dichiara un'«emergenza nazionale» di fronte alla presunta «minaccia insolita e straordinaria» che, secondo Washington, Cuba rappresenterebbe per la sicurezza nazionale e regionale. Il testo accusa il governo cubano di allinearsi con «numerosi paesi ostili», di ospitare «gruppi terroristici transnazionali» e di consentire lo schieramento sull'isola di «sofisticate capacità militari e di intelligence» di Russia e Cina.

Sulla base di queste premesse, la Casa Bianca ha annunciato l'imposizione di dazi ai paesi che vendono petrolio alla nazione caraibica, accompagnati da minacce di ritorsioni contro chiunque agisca in contrasto con l'ordine esecutivo.

La mossa si inserisce in un contesto di crescente escalation tra Washington e L'Avana. Il governo cubano ha sistematicamente respinto tutte le accuse e ha avvertito che difenderà la propria integrità territoriale. Il presidente dell'isola ha definito le nuove misure come l'evidenza della «natura fascista, criminale e genocida di una cricca che ha preso in ostaggio gli interessi del popolo statunitense per fini puramente personali».

La scorsa settimana, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha anticipato l'intenzione di imporre nuove sanzioni contro Cuba. Il 1° maggio, Trump ha firmato un ulteriore decreto esecutivo che introduce misure aggiuntive contro il governo dell'isola, ampliando le restrizioni esistenti ai sensi della Legge sui poteri economici di emergenza internazionale.

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