Obama, maggiore preparazione in caso di attacchi cibernetici
Il Presidente Barack Obama nei mesi scorsi ha fatto condurre uno studio sulle capacità degli Stati Uniti di rispondere ad un attacco terroristico o ad un disastro naturale. I risultati che ne sono scaturiti possono dirsi abbastanza confortanti in quanti tutti gli Stati a parte tre hanno risposto che avrebbero mezzi e attrezzature sufficienti per rispondere ad una attacco chimico o batteriologico.
Tuttavia l’unico dato poco rassicurante è invece la preparazione delle amministrazioni locali in caso di attacco cibernetico; solo il 42% delle amministrazioni e dei funzionari interrogati si è detto pronto in tale evenienza. Al momento i dati statici dicono che meno dei due terzi delle società americane hanno sostenuto attacchi cibernetici tuttavia c’è stato un aumento in tali attacchi in pochi anni del 650 percento. Tale dato considerando i nuovi sistemi di guerra utilizzati oggi da governi di paesi ostili e di gruppi terroristici non può lasciare indifferente l’amministrazione Obama che infatti sta facendo passare al senato una legge che migliori la condivisione di informazioni tra le varie agenzie di intelligence del paese per prevenire tali forme di attentati e che soprattutto porti significativi miglioramenti ai sistemi di sicurezza cibernetici di siti sensibili quali centrali nucleari.

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