Obama non manterrà la promessa di chiudere Guantanamo

Con la firma del National Defense Authorization Act si allontana la storica promessa del presidente

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Obama non manterrà la promessa di chiudere Guantanamo

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Prima ancora di inaugurare ufficialmente il suo secondo mandato, il presidente Barack Obama ha messo a rischio la possibilità di portare a termine uno dei suoi propositi: chiudere il carcere di sicurezza di Guantanamo, a Cuba.
Insieme alla legge per evitare il fiscal cliff, Obama ha infatti firmato il National Defense Authorization Act, una legge federale valida un anno che stabilisce il budget e il programma di spesa del Pentagono. Mettendo a disposizione del Dipartimento di Difesa 633 miliardi di dollari, la legge prevede, tra le altre cose, un rafforzamento della sicurezza nelle missioni diplomatiche (alla luce dell’attentato al consolato di Bengasi) e un rafforzamento delle sanzioni contro l’Iran. Inoltre, e questo è il punto che renderebbe ancora più difficile per Obama chiudere Guantanamo, vieta che i detenuti vengano trasferiti sul territorio statunitense, e limita fortemente anche il loro spostamento altri Paesi.
Pur avendo minacciato di non firmare la legge annuale proprio per questa ragione, Obama ha ceduto sollevando le critiche degli attivisti per i diritti umani. “L’amministrazione Obama non può continuare a dare la colpa al Congresso” ha detto Andrea Prasow, ai vertici dell’organizzazione Human Rights Watch. “Il presidente deve portare a termine il suo proposito e farsi valere sui limiti del trasferimento dei detenuti". Particolare preoccupazione sta destando l’azione militare nello Yemen dove, come ha denunciato ieri il Washington Post, una politica permissiva del governo locale permette la continuazione delle cosiddette rendition, le deportazioni di sospetti terroristi in Usa senza che questi siano sottoposti a regolare processo nel loro paese. L’ultimo caso riguarda tre europei di origine somala.

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