Ondata di terrore, attentati in Libano e Iraq
1318
Come si apprende dalle colonne del New York Times, nella giornata di martedì un veicolo carico di dinamite è esploso nei pressi di una postazione militare di Hezbollah. Secondo l’agenzia di stampa libanese National News Agency ci sarebbero diverse vittime. Gli esponenti di Hezbollah presenti al momento dell’esplosione hanno risposto sparando all’auto e successivamente hanno isolato il luogo dell’attentato. La postazione, situata nella città di Labweh, a nord di Baalbek, era un importante punto di rotazione per i combattenti di Hezbollah che andavano e venivano dalla Siria, dove la milizia sciita ha combattuto contro i ribelli cercando di rovesciare l’alleato del gruppo, il presidente Bashar al-Assad.
L’intervento di Hezbollah in Siria ha aumentato le tensioni politiche e settarie in Libano, dove la popolazione è nettamente divisa tra sostenitori e oppositori del regime siriano. I membri di Hezbollah sostengono che il loro intervento in Siria è dettato dalla necessità di proteggere il Libano e la regione dagli estremisti infiltrati tra gli insorti siriani, che accusano gli sciiti di apostasia.
Terrore anche in Iraq, dove una serie di attentati avvenuti quasi in contemporanea ha provocato un primo pesantissimo bilancio di 54 vittime. L’attacco più grave è avvenuto a Beiji, a 250 chilometri a nord di Baghdad, dove un kamikaze a bordo di un’autobomba ha investito il cancello della stazione di polizia della città. Nessuna rivendicazione ufficiale al momento, ma i sospetti ricadono su al-Qaeda e su altri gruppi di militanti sunniti.

1.gif)
