Peggiorano le condizioni dei giornalisti feriti in Siria
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La convocazione della Conferenza di Tunisi non placa la violenza in Siria. Secondo fonti ribelli, giovedì è stata una delle giornate più tragiche della repressione del regime di Assad con più di 90 morti sparsi in tutto il paese. Particolarmente colpita la roccaforte ribelle Homs che, al ventiduesimo giorno di serrato bombardamento, è in una condizione di emergenza umanitaria.
Non si ferma la dura condanna internazionale per il bombardamento dell'edificio utilizzato dall'opposizione come base d'informazione a Bab Armar, in cui i giornalisti Marie Colvin e Remi Ochlik sono stati uccisi ed i colleghi Edith Bouvier e Paul Conroy gravemente feriti. In un drammatico video rilasciato venerdì dai ribelli, la giornalista francese de Le Figaro, implorava la possibilità di essere trasferita in Francia per un urgente intervento chirurgico che le attrezzature locali non sono in grado di fornire. Il presidente francese Sarkozy che aveva giudicata “colma” la misura dopo la morte dei due giornalisti, ha dichiarato venerdì il ritorno a Damasco dell'ambasciatore francese, ritirato dal 7 febbraio, presumibilmente per negoziare il rilascio della Bouvier. Dura anche la posizione inglese dopo un analogo video denuncia del connazionale Conroy in un video internet. Il ministro degli esteri William Hague ha tuttavia escluso un intervento armato e affermato che il maggior sforzo verrà condotto all'interno della Conferenza di Tunisi per “strangolare” economicamente e politicamente il regime di Assad.

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