Pochi numeri per fotografare il modello del capitalismo italiano...
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di Alessandro Volpi*
Pochi numeri per fotografare il modello del capitalismo italiano. Le società quotate alla Borsa di Milano hanno realizzato nel 2025 74 miliardi di euro di profitti. Di questi 74 miliardi, 25 sono stati realizzati da 6 banche e poco meno di 20 da Enel e Eni.
Tali profitti in larga parte sono destinati a dividendi che remunerano i loro grandi azionisti, super ricchi e fondi Usa. I salari sono invece aumentati solo dello 0,4% in termini reali, la produzione industriale ha perso il 2,1, i consumi sono rimasti fermi poco sopra lo 0,5%, le famiglie in povertà assoluta sono salite al 9,9%, la percentuale di lavoratori poveri è arrivata al 12%, i canoni d'affitto nelle aree urbane sono cresciuti tra il 5 e il 7%, le bollette energetiche hanno continuato la tendenza al rialzo, aggiungendo un incremento dello 0,5% e la pressione fiscale, per effetto del fiscal drag che colpisce lavoratori dipendenti e pensionati, è salita al 42,3%. In sintesi, l'Italia è sempre più il paese dei ricchi titolari di rendite e le politiche degli ultimi 15 anni hanno la responsabilità di aver creato una simile situazione, davvero inaccettabile.
Tali profitti in larga parte sono destinati a dividendi che remunerano i loro grandi azionisti, super ricchi e fondi Usa. I salari sono invece aumentati solo dello 0,4% in termini reali, la produzione industriale ha perso il 2,1, i consumi sono rimasti fermi poco sopra lo 0,5%, le famiglie in povertà assoluta sono salite al 9,9%, la percentuale di lavoratori poveri è arrivata al 12%, i canoni d'affitto nelle aree urbane sono cresciuti tra il 5 e il 7%, le bollette energetiche hanno continuato la tendenza al rialzo, aggiungendo un incremento dello 0,5% e la pressione fiscale, per effetto del fiscal drag che colpisce lavoratori dipendenti e pensionati, è salita al 42,3%. In sintesi, l'Italia è sempre più il paese dei ricchi titolari di rendite e le politiche degli ultimi 15 anni hanno la responsabilità di aver creato una simile situazione, davvero inaccettabile.
*Post Facebook del 1 febbraio 2026

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