Presidenziali Usa: Obama e Romney allo sprint finale negli stati chiave

Obama ha già espresso il suo voto a Chicago e si appresta a convincere gli elettori ancora indecisi

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Presidenziali Usa: Obama e Romney allo sprint finale negli stati chiave

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Obama è stato il primo presidente della storia americana ad esprimere il proprio voto prima delle elezioni, recandosi di persona a Chicago, usufruendo della legge dell'Illinois che lo consente. Ed è un Obama che non lesina attacca diretti al suo avversario repubblicano Mitt Romney, definito “bullshitter” in un'intervista con la rivista Rolling Stone, che ha già scatenato molte polemiche nel paese ed è dovuta intervenire la Casa Bianca per invitare tutti “a non lasciarsi distrarre da una sola parola”. 
Lo sprint finale nel frattempo è partito. A meno di due settimane dalle presidenziali americane Barack Obama e Mitt Romney stanno dando fondo a tutte le loro energie per conquistare i voti degli elettori ancora indecisi. Impegnati in una vera e propria maratona coast to coast, stanno battendo tutti gli Stati chiave, quelli decisivi per la vittoria finale. Il timore che possa finire come nel 2000, quando nella corsa alla Casa Bianca ci fu una guerra fino all'ultimo voto tra George Bush e Al Gore, traspare dal tono dell'ultima e-mail che il presidente americano ha inviato a tutti i sostenitori: “La lotta è serrata. Andate a votare subito, e invitate amici e familiari a farlo”. Dall'Ohio (18 grandi elettori), da dove invece ha lanciato un appello Romney: «È ora di dire basta a Obama». Col Detroit News che - nonostante il salvataggio dell'industria dell'auto - gli volta le spalle dando il suo endorsement al candidato repubblicano, Obama si consola almeno con un appoggio illustre: quello del generale Colin Powell, ex segretario di Stato repubblicano con George W. Bush. 
L'ultimo sondaggio della Associated Press indica come Obama abbia dilapidato sul fronte femminile un vantaggio che fino a un mese fa era di sedici punti. Ora con Romney è un testa a testa al 47%, nonostante le nuove polemiche su stupro e aborto che si sono abbattute sui repubblicani. L' effetto-dibattiti sembra ancora spingere in avanti il candidato repubblicano, con un impatto notevole anche per le casse della sua campagna elettorale: nella sola metà di ottobre, infatti è stata raccolta la cifra record di 111,8 milioni di dollari. A settembre le donazioni per Romney erano ammontate a 170,5 milioni, contro i 181 di Obama.

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