Putin: "Non abbiamo intenzione di entrare in guerra con l'Europa. Ma se vogliono, siamo pronti"

Il presidente russo critica il ruolo dell'Ue nel negoziato sull'Ucraina. Sul fronte navale, annuncia contromisure dopo quelli che definisce "atti di pirateria" di Kiev contro il traffico mercantile

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Il presidente russo Vladimir Putin ha offerto una sua analisi delle ragioni dello stallo nel processo di pace in Ucraina, indicando nella posizione europea un fattore critico. In un incontro con la stampa, il leader del Cremlino ha evidenziato che il Vecchio Continente si sia auto-escluso dalle trattative, poiché mantiene ferma la linea strategica di infliggere una sconfitta alla Russia, una prospettiva che Putin definisce un'illusione del passato.

Secondo il presidente russo, gli europei confondono "il desiderato con il reale", comprendendo a livello riflessivo l'impraticabilità di tale obiettivo ma non potendo ammetterlo pubblicamente. La sua critica si è estesa all'operato concreto dell'Unione Europea, accusata di "ostacolare" gli sforzi di mediazione dell'amministrazione statunitense e di non possedere una "agenda pacifica". Le proposte avanzate da Bruxelles, ha affermato Putin, hanno l'unico scopo di bloccare il processo negoziale con richieste inaccettabili per Mosca.

Pur escludendo ancora una volta che la Russia abbia intenzione di muovere guerra contro l'Europa, Putin ha tuttavia avvertito che, nel caso fosse il continente a scegliere la via del conflitto, la Russia è pronta a rispondere e in tal scenario "Mosca non avrà più con chi negoziare". 

In un altro ambito, Putin ha annunciato una risposta militare mirata agli attacchi nel Mar Nero. Il presidente russo ha dichiarato che le Forze Armate di Mosca intensificheranno le operazioni contro i porti ucraini e le navi che vi approdano, in risposta a quelli che ha definito atti di "pirateria" da parte del regime di Kiev contro il traffico mercantile. Recenti attacchi con droni navali hanno infatti colpito petroliere e una nave cisterna, episodi condannati anche dalla Turchia per il rischio di escalation.

Putin ha precisato che Mosca valuterà misure contro le imbarcazioni dei Paesi che supportano queste operazioni ucraine, qualora gli attacchi continuassero, lasciando intendere la possibilità di negare a Kiev l'accesso al mare. La risposta russa, ha sottolineato, è una conseguenza diretta degli iniziali attacchi ucraini ai porti russi.

Le dichiarazioni del presidente russo delimitano così un doppio binario: da un lato, la descrizione di un negoziato di pace in cui l'Europa risulta un elemento di blocco; dall'altro, l'annuncio di contromisure militari decise nel Mar Nero, che rappresentano una risposta necessaria e proporzionata per garantire la sicurezza della navigazione.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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