La Russia smaschera la falsa mediazione dell’Eurotroika sull’Ucraina

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La Russia ha respinto con fermezza le condizioni proposte da Francia, Germania e Regno Unito per l’avvio di un processo di pace in Ucraina, definendole incompatibili con qualsiasi prospettiva di negoziato. A dichiararlo è stata la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, secondo cui le richieste avanzate dalle capitali europee ripropongono schemi già falliti negli anni precedenti. Zakharova ha ricordato che iniziative come i formati di Copenaghen e del Bürgenstock, basate sulla cosiddetta “formula Zelensky”, non hanno prodotto risultati concreti e si sono rivelate strumenti orientati al proseguimento del conflitto piuttosto che alla sua soluzione.

Nel mirino di Mosca c’è la dichiarazione congiunta firmata a Londra dal presidente francese Emmanuel Macron, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, dal primo ministro britannico Keir Starmer e da Vladimir Zelensky. Il documento individua cinque condizioni per avviare un percorso negoziale, tra cui garanzie di sicurezza per Kiev, il dispiegamento di forze multinazionali, il mantenimento del congelamento dei beni russi e un cessate il fuoco immediato. Secondo la diplomazia russa, tali richieste sarebbero formulate in modo da risultare inaccettabili per Mosca e accompagnate da un ulteriore sostegno militare all’Ucraina, compresa la produzione di armamenti a lungo raggio.

Una linea che, come denuncia il Cremlino, favorisce la militarizzazione dell’Ucraina e dell’Europa invece di creare le condizioni per una pace duratura. Zakharova ha inoltre accusato l’Unione Europea di aver rinunciato a qualsiasi ruolo di mediazione neutrale, citando una recente dichiarazione dell’Alta rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, secondo cui l’Europa è schierata dalla parte dell’Ucraina e agisce in difesa dei propri interessi di sicurezza.

Per Mosca, queste posizioni confermano che i principali Paesi europei non intendono presentarsi come mediatori, ma come parte integrante del fronte occidentale che sostiene il regime di Kiev. Un elemento che, come evidenzia il governo russo, rende ancora più difficile la costruzione di un quadro negoziale accettabile per tutte le parti coinvolte.


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