RENZI, IL BADOGLIO AL CONTRARIO
"Se la prima vittima della guerra è la verità, le montagne di bugie che coprono quanto sta succedendo in Libia ci dicono che la guerra c'è proprio. Dobbiamo fermarla".
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di Giorgio Cremaschi
Il presidente del consiglio hA detto che la guerra non è un videogioco. Vero, anche perché lui di videogiochi se ne intende. Ma non basta l'ennesima battuta da quattro soldi per tranquillizzarci anche perché la vicenda guerra di Libia si fa sempre più torbida. Da settimane vengono diffuse notizie dettagliate sull'intervento militare italiano in Libia.
L'ambasciatore USA ha definito l'entità delle nostre truppe,5000, e ci ha assegnato il comando. Il Corriere della Sera sta già da tempo guidando la campagna interventista, come già aveva fatto nel 1911 e nel 1915. Tutto sembrava pronto. Poi c'è stata l'improvvisa e oscura morte di due e la liberazione di altri due ostaggi. Nelle stesso tempo Romano Prodi ha definito la guerra in Libia una follia. Il governo di Tripoli, uno dei vari che che si sono installati in quel paese dopo la criminale guerra del 2011, ha definito come invasione l'intervento occidentale. A quel punto Renzi si deve essere spaventato delle sue stesse scelte e ha fatto una frenata di cui si sente ancora l'odore di bruciato . Intanto però da
Sigonella continuano a partire i droni e agenti segreti(?) continuano ad operare il Libia non si sa per cosa. Intanto la preparazione dell'intervento continua. Insomma la guerra non guerra continua e non è un videogioco, ma un colossale imbroglio che copre una terribile avventura ai danni del popolo italiano.
Il presidente del consiglio sembra un Badoglio al contrario. Quello nel 1943 dichiarava che la guerra continuava mentre trattava per la pace, questi invece oggi annuncia che non si va in guerra, mentre tutte le attività militari continuano e si intensificano.
Renzi finora è riuscito a cavarsela con ridicole battute per il degrado della nostra democrazia e la servitù dei mass media. Altrimenti sarebbe sotto accusa o per incapacità e cialtroneria di fronte a scelte e eventi gravissimi. O per il voler nascondere la verità. O per tutte queste colpe assieme.
Se la prima vittima della guerra è la verità, le montagne di bugie che coprono quanto sta succedendo in Libia ci dicono che la guerra c'è proprio. Dobbiamo fermarla.

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