Rigettato l'appello di detenuti palestinesi in sciopero della fame

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Rigettato l'appello di detenuti palestinesi in sciopero della fame

La Corte Suprema israeliana ha rigettato lunedì il ricorso da parte di due detenuti palestinesi in sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione senza processo. Nella sentenza, diffusa dal ministero della giustizia, si legge che comunque le autorità di sicurezza stiano considerando il loro rilascio per motivi medici. Le condizioni di salute dei due prigionieri, Bilal Diab e Thaer Halahleh destano sempre maggiore preoccupazione. Diab, in particolare, è stato trasferito la scorsa settimana in un ospedale civile ed un medico indipendente ha dichiarato che è in imminente pericolo di morte.
"La Corte suprema ha rifiutato entrambi gli appelli contro la loro detenzione amministrativa”, le prime dichiarazioni di Jamil Khatib, il loro avvocato all'agenzia di stampa AFP lunedì. “Le corti israeliane non gestiscono le detenzioni amministrative in modo corretto e l'ultima parola è sempre dell'intelligence. I miei assistiti continueranno la loro battaglia fino alla fine", ha proseguito Khatib. I due detenuti sono tra i 1,500 prigionieri palestinesi che hanno scelto lo sciopero della fame come forma di protesta contro le detenzioni senza processo: molti hanno iniziato la protesta 20 giorni fa, ma un gruppo più ridotto ha interrotto di mangiare da oltre due mesi. Hamas ha minacciato venerdì di ritorsioni in caso di morte dei detenuti, attraverso le parole di Khalil al-Haya da Gaza City. 
La detenzione amministrativa è una pratica giuridica molto criticata che permette la carcerazione di un sospettato senza processo per un periodo di sei mesi massimo, ma rinnovabile all'infinito. Le autorità israeliane sostengono d'utilizzarla per trattenere solo quei palestinesi che pongono una minaccia immediata alla sicurezza nazionale. 

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