Siria : Fallisce anche la diplomazia
L’Inviato Speciale di Lega Araba e Onu si dimette
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L’Inviato Speciale di Lega Araba e ONU per la Siria, Kofi Annan, ha annunciato che si dimetterà dal suo incarico di mediatore, in scadenza il 31 agosto. Il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki - moon ha confermato “con profondo rammarico” le dimissioni, aggiungendo che consultazioni con il Presidente della Lega Araba Nabil al-Araby sono in corso in merito all’eventualità di nominare un sostituto di Annan.
Annan, nominato il 23 febbraio con la speranza di trovare una soluzione diplomatica alla crisi siriana, lascia condannando l’azione dei Membri del Consiglio di Sicurezza che, in più occasioni, ha paralizzato l’azione della Comunità Internazionale. L’ex Segretario Generale lamenta infatti una mancanza di sostegno oltre che la crescente militarizzazione del conflitto siriano. Fallito infatti il suo Piano di pace che in Sei punti che prevedeva innanzitutto un cessate il fuoco tra il Free Syrian Army e l’Esercito di Assad. Fallito anche il Piano di transizione partorito a Ginevra che prevedeva invece “un governo di transizione comprensivo di membri dell’attuale regime e membri dell’opposizione”. Annan condanna non soltanto i veti di Russia e Cina, ma anche l’ipocrisia delle Potenze occidentali e soprattutto di Washington che ha appoggiato le posizioni qatariota e saudita in merito al fornire armi ai ribelli. In fase di smobilitazione anche la UNSMIS, la Missione degli osservatori Internazionali in Siria, prorogata per un mese ma di fatto non operativa a causa della crescente intensità degli scontri.
Una nuovo documento per condannare l’uso, da parte del regime, di armi pesanti, il mancato ritiro delle sue truppe dalle città e ammonirlo a non fare ricorso alle armi chimiche è ora al vaglio dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Una sua approvazione sebbene non giuridicamente vincolante, servirebbe, secondo il blocco dei Paesi Occidentali, ad esercitare una maggiore pressione internazionale su Assad.
In Siria si assiste intanto ad un’intensificazione degli scontri. Il FSA ha usato un carro armato per bombardare l’aeroporto militare di Menagh, utilizzato dal regime per lanciare i suoi attacchi aerei sulla città di Aleppo. L’attacco confermerebbe come i ribelli siano entrati in possesso di armi pesanti, tra cui due carri armati. Scontri anche nel quartiere di Salaheddine, ad Aleppo, ad Hama, in alcuni quartieri di Damasco mentre un’incursione dell’Esercito regolare nel campo profughi palestinese di Yarmuk, periferia meridionale di Damasco, ha mietuto più di 20 vittime.

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