Siria : L’Unione Europea inasprisce le sanzioni contro la Siria
Il Governo siriano non impiegherà le armi chimiche contro la popolazione
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Il Consiglio dei Ministri degli Affari Esteri dell’Unione Europea ha deciso di inasprire le sanzioni già in vigore contro la Siria, rafforzando l’embargo sulle armi e qualunque altro materiale che possa essere impiegato contro la popolazione siriana. Le nuove misure, come il blocco dei visti, il congelamento dei beni, ispezioni più severe su eventuali carichi navali o aerei sospetti e l’iscrizione di nuove persone e società alla “lista nera” stilata dall’UE, entreranno in vigore dalla loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE .
Intanto, la Lega Araba, i cui delegati si sono riuniti in Qatar, aveva chiesto al Presidente siriano di cedere il potere in cambio di un esilio sicuro. Proposta respinta dal portavoce del Ministero degli Esteri siriano che ha invitato i Paesi membri della Lega a non fornire più armi ai ribelli. Il portavoce ha inoltre dichiarato che la Siria ricorrerà all’uso di armi biologiche e chimiche solamente se vittima di un’aggressione esterna. La conferma, secondo molti, che queste armi esistono e sono nelle mani del regime di Assad. Il portavoce ha poi ammonito la Comunità Internazionale a non utilizzare l’esistenza di queste armi come pretesto per un intervento militare
Il Primo Ministro israeliano aveva recentemente espresso il timore che queste armi, qualora dovessero rimanere incustodite dopo un’eventuale caduta di Assad, potrebbero essere impiegate dai “nemici dello Stato Ebraico”.
Sul fronte dei combattimenti, le Forze regolari siriane hanno ripreso il controllo di due valichi di frontiera con l’Iraq mentre il Free Syrian Army ha annunciato di avere il controllo del valico con la Turchia di Bab al-Salam, a nord di Aleppo. Sempre a nord di Aleppo, nella città di Musalmiyeh, il FSA ha occupato una scuola militare di fanteria. A Damasco invece, sebbene gli scontri continuino, sembra che l’Esercito Siriano stia riprendendo il controllo di tutti i quartieri dopo aver ripreso quelli di Mezzeh e Barzeh. L’offensiva lealista a Damasco è stata condotta dalla Quarta Divisione Corazzata della Guardia Repubblicana, guidata dal Comandante Maher Assad, fratello del Presidente, e considerata una risposta del regime all’attentato che ha ucciso quattro dei più stretti collaboratori del Presidente. Il Portavoce del Consiglio Nazionale siriano, George Sabra, commentando i pesanti combattimenti nelle città di Damasco e Aleppo, ha parlato di un evidente segnale di progresso nell’azione dei ribelli del Free Syrian Army e dell’inevitabile fine del regime di Assad. Sabra ha poi invitato i siriani a sostenere i ribelli per ''facilitare la rinascita della Nazione dopo la caduta del tiranno''

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