Siria : si combatte ad Aleppo

Nuove defezioni tra il corpo diplomatico di Assad, mentre Lavrov accusa gli Usa di giustificare l'azione dei terroristi contro Damasco

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Siria : si combatte ad Aleppo

Un’offensiva delle truppe governative è in corso ad Aleppo per riprendere il controllo di alcune aree della città siriana cadute in mano al Free Syrian Army. Da qualche giorno, infatti, l’Esercito dei ribelli ha lanciato un’operazione volta a liberare la città di Aleppo, facendo di questa un nuovo fronte della guerra tra le truppe fedeli ad Assad e i disertori del FSA. Il portavoce del gruppo ha riferito che il governo di Damasco aveva spostato molte delle sue truppe dalla provincia di Idbil ad Aleppo, strategicamente molto più importante per il regime in quanto primo centro commerciale del Paese. L’Esercito siriano avrebbe fatto ricorso anche ad elicotteri militari per colpire le forze ribelli. I Comitati di Coordinamento Locali hanno riferito anche di nuove esplosioni nella città di Damasco, anche nel quartiere di Barzeh, tornato sotto controllo governativo. Il peggioramento delle condizioni di sicurezza ha indotto la Turchia a chiudere tutti i valichi di frontiera con la Siria, mentre metà degli Osservatori internazionali avrebbero lasciato la Siria dopo le dimissioni del capo della UNSMIS e il prolungamento della Missione. Dall’attentato di Damasco la guerra è entrata, infatti, in una fase molto più violenta.
Nuove defezioni si registrano, intanto, nel corpo diplomatico siriano. Ad abbandonare il regime di Assad sono stati l’ambasciatrice siriana a Cipro, Lamia al - Hariri e il marito Abdel Latif al-Dabbagh, ambasciatore siriano negli Emirati Arabi Uniti. Hariri è la nipote del vicepresidente siriano, Farouk al – Sharaa. Tra coloro che hanno abbandonato Assad, il generale Manaf Tlass, in un intervento trasmesso da un’emittente araba, ha denunciato i crimini commessi dal regime, invitando le persone oneste che compongono l’Esercito siriano a non continuare a rendersi complici dei massacri. Tlass ha poi fatto appello all’unità del popolo siriano per la ricostruzione, in senso democratico, del Paese.   
Il Ministro degli Esteri russo, Lavrov ha invece accusato gli USA di giustificare l’azione di terroristi contro Assad e di non aver condannato l’uccisione dei quattro stretti collaboratori del Presidente siriano. Lavrov ha anche condannato le nuove sanzioni adottate dall’UE, definendole “un vero e proprio blocco navale ed aereo” oltre che “controproducenti”. Ha inoltre dichiarato di aver avuto rassicurazioni sulle armi chimiche, ancora sotto controllo governativo.

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