Siria : Vertice tra Brahimi, Clinton e Lavrov a Dublino

La Coalizione Nazionale Siriana fatica a formare un governo di transizione

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Siria : Vertice tra Brahimi, Clinton e Lavrov a Dublino

L'urgenza di avviare un processo politico per risolvere il conflitto in corso in Siria è stato al centro di una riunione tra l’Inviato Speciale delle Nazioni Unite e della Lega Araba per la Siria, Lakhdar Brahimi, il ministro degli Affari Esteri russo, Sergey Lavrov e il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton. Il tre si sono incontrati a Dublino, su richiesta di Brahimi, a margine della 19a riunione ministeriale dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.
"Abbiamo discusso della situazione in Siria e ci siamo confrontati sul come porre fine al conflitto per avviare un processo di pace che sarà basato su quanto stabilito a Ginevra lo scorso giugno", ha detto ai giornalisti Brahimi. "Non abbiamo preso nessuna decisione sensazionale", ha continuato Brahimi, a testimonianza della spaccatura della Comunità Internazionale sulla Siria.
Il comunicato di Ginevra a cui Brahimi ha fatto riferimento contiene alcuni punti chiave per porre fine alla violenze in Siria ed è stato rilasciato lo scorso giugno dal cosiddetto Gruppo di Azione per la Siria. Brahimi ha fatto notare che molti degli elementi utili per avviare un processo politico per porre fine alla crisi siriana sono già contenuti nel comunicato Ginevra. Il documento prevedeva la formazione di un governo di transizione, costituito sia da membri del governo in carica che da esponenti dell'opposizione. Il piano fu però rigettato dal Consiglio Nazionale siriano e ora la nuova Coalizione Nazionale Siriana fatica a dar vita ad un governo di transizione rappresentativo di tutte le comunità siriane. La Coalizione sta cercando di raggiungere un accordo in vista della prossima Conferenza degli Amici della Siria, che si terrà in Marocco il 12 dicembre. 
Prima dell'incontro con Brahimi e Lavrov, la Clinton aveva dichiarato che "gli eventi sul terreno in Siria stavano subendo un'accelerazione e che la pressione sul regime di Damasco era in aumento".
Dopo la Clinton e il presidente Obama, anche il Segretario americano della Difesa, Leon Panetta è intervenuto sul possibile utilizzo di armi chimiche. Il titolare della Difesa ha confermato che “fonti di intelligence” suggeriscono che Assad starebbe valutando il ricorso ad armi chimiche dopo le recenti conquiste tattiche dei ribelli. Sul tema è intervenuto il vice ministro degli Esteri siriano, Faisal Maqdad, sostenendo che i paesi occidentali stanno sollevando la minaccia delle armi chimiche solo per avere un pretesto per intervenire. 
Giovedì il Dipartimento di Stato americano, attraverso il suo portavoce Mark Toner, ha espresso preoccupazione per la crescente influenza che i gruppi jihadisti, tra cui il Fronte al-Nusra, stanno acquistando tra i ribelli siriani.  "Anche se i gruppi jihadisti costituiscono una parte relativamente piccola dell'opposizione ad Assad, sappiamo che cercheranno di sfruttare il tipo di ambiente che Assad ha favorito nell'ultimo anno o giù di lì". 
Il Segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, è atteso oggi in Turchia dove incontrerà i vertici di Ankara per discutere della crisi siriana. La visita di Ban segue la decisione della NATO di dispiegare i missili Patriot sul confine tra Siria e Turchia.

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