Siria: al-Qaeda dietro gli attentati di Damasco?

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Nel peggior attentato terroristico dall'inizio della rivolta in Siria 14 mesi fa, giovedì mattina due esplosioni nel centro di Damasco hanno ucciso decine di persone (l'ultimo bollettino pubblicato dal ministero degli interni venerdì parla di 55 vittime) e feriti almeno 300. Le bombe sono esplose nel quartiere Qazaz, sede di importanti edifici dell'intelligence siriana coinvolti nella repressione del presidente Bashar al-Assad.
Dura la reazione del regime siriano. Il ministero degli esteri con una nota ufficiale ha affermato che le esplosioni sono un chiaro segnale della presenza di gruppi terroristi finanziati dall'esterno nel paese e ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di combattere quei paesi che supportano queste violenze. E Bashar Jaafri, ambasciatore siriano alle Nazioni Unite, ha accusato alcuni stati arabi di fornire supporto logistico e finanziamenti ai terroristi. Ma l'opposizione siriana rigetta le accuse e secondo un generale in pensione dell'esercito libanese, Hisham Jaber intervistato da Al Jazeera, potrebbe esserci un terzo gruppo coinvolto e responsabile. "Tutti sanno che ci sono gruppi riconducibili ad al-Qaeda, che vengono dalla Libia, dallo Yemen, dal nord del Libano e dall'Iraq", ha dichiarato.
La comunità internazionale ha duramente condannato l'episodio di violenza. Ban Ki-moon, ha chiesto a governo e opposizione di distanziarsi da questi attacchi e rispettare il cessate il fuoco imposto dalle Nazioni Unite. L'Unione Europea ha denunciato come "vile terrorismo" il fatto e ricordato che comunque il piano di Annan è ancora valido. Infine, il capo degli osservatori Onu nel paese, il generale Roberto Mood, scampato lui stesso ad un attacco terroristico mercoledì a Dera'a ha visitato i luoghi dell'attacco e dichiarato che “il popolo siriano non merita questa terribile violenza”.

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