Siria: I ribelli sequestrano 21 osservatori Onu sulle alture del Golan
La Lega Araba assegnerà il seggio siriano all'opposizione se si doterà di un Consiglio esecutivo
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Il 6 febbraio un gruppo di ribelli siriani che si è presentato come la Brigata dei ''Martiri di Yarmouk' ha rivendicato il sequestro di un convoglio con una ventina di peacekeeper filippini delle Nazioni Unite. Il sequestro è avvenuto lungo la linea di confine tra Siria e Israele, sulle alture del Golan monitorate dalla Undof, la Forza di Disimpegno degli Osservatori delle Nazioni Unite. I ribelli hanno avvertito che gli ostaggi non saranno rilasciati fino a quando le forze fedeli al presidente siriano Bashar Assad non si ritireranno dal villaggio di al-Jamlah. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha confermato e condannato il sequestro e ha chiesto l’immediata liberazione degli osservatori Onu. In una nota diffusa dalle Nazioni Unite, l’organizzazione spiega come gli osservatori erano impegnati in una missione regolare di rifornimento e sono stati fermati nei pressi del Punto di osservazione 58, che aveva riportato danni ed era stato evacuato lo scorso fine settimana, in seguito a violenti scontri nelle vicinanze di al-Jamlah.
Lo stesso giorno a Il Cairo, durante un vertice della Lega Araba si è discussa la possibilità di assegnare il seggio della Siria alla Coalizione nazionale siriana, che rappresenta l’opposizione ad Assad. Uno dei limiti riscontrati è la mancanza di un Consiglio esecutivo. Dalla sua formazione, la Coalizione non è infatti ancora riuscita a dar vita ad un esecutivo che amministri le zone liberate. Una nuova riunione per eleggere un primo ministro è in programma martedì prossimo. La Lega Araba ha anche autorizzato gli Stati membri a decidere autonomamente se fornire o meno aiuti militari all’opposizione armata.

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