Siria: Il Consiglio di Sicurezza prolunga la UNSMIS

Continuano gli scontri tra Esercito regolare e Free Syrian Army

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Siria: Il Consiglio di Sicurezza prolunga la UNSMIS

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità il prolungamento per altri 30 giorni della missione degli osservatori internazionali in Siria, UNSMIS. Questi 30 giorni potrebbero essere gli ultimi della Missione qualora non si assistesse alla fine dei combattimenti e dell’utilizzo di armi pesanti.
Il voto è stato preceduto da intensi negoziati tra i Membri del Consiglio di Sicurezza che hanno discusso più proposte alternative, con la Russia che ha minacciato di porre nuovamente il veto sulla bozza proposta dal Regno Unito.
L’UNSMIS è stata creata con la Risoluzione 2043 del 21 aprile 2012, per un periodo iniziale di 90 giorni, con il compito di monitorare il cessate il fuoco tra le forze ribelli e le truppe governative e sostenere la piena attuazione del Piano di 6 punti proposto dall’Inviato Speciale di Lega Araba e ONU, Kofi Annan. Il 15 giugno la Missione ha sospeso la sua attività a seguito di un’intensificazione della violenza armata in tutta la Siria.
La votazione segue la bocciatura della Risoluzione presentata dalle Potenze Occidentali che conteneva sanzioni non militari, nel quadro del Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, a carico del regime di Assad. Russia e Cina avevano infatti fatto ricorso al loro diritto di veto.
Sebbene la Missione sia stata prorogata, resta comunque molto scetticismo sulla possibile fine dei combattimenti. In Siria infatti si continua a combattere a Damasco, dove l’Esercito ha ripreso il controllo del quartiere di Midan, e ad Aleppo. Il Free Syrian Army controlla ancora i valichi frontalieri con Iraq e Turchia ed è in corso uno scontro con le truppe regolari per il controllo del passaggio frontaliero di Nasib, al confine con la Giordania. Si tratta di uno dei valichi di frontiera più trafficati della Siria, lungo la direttrice Damasco – Amman ed è il passaggio principale per le esportazioni siriane verso la Giordania e i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo.   
 

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