Siria: il nuovo leader dei ribelli Sieda chiede defezioni di massa
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L'attivista curdo Abdulbaset Sieda è stato eletto domenica alla guida del Consiglio nazionale siriano, il principale gruppo d'opposizione al regime di Assad. Le prime parole di Sieda nelle vesti del suo nuovo incarico sono state dirette ai membri del governo di Damasco e dell'esercito, con l'invito a disertare un regime responsabile di migliaia di vittime civili nei 15 mesi di rivolta. Sieda si è poi rivolto alle minoranze presenti in Siria, per tentare di dare subito una risposta alle critiche contro il suo predecessore Ghalioum di non rappresentare pienamente le varie forze presenti nel paese. “Vogliamo riassicurare tutti i gruppi e sette, specialmente Alawiti e cristiani, che il futuro della Siria sarà per tutti noi. Non ci sarà discriminazione basate su genere o etnia. Il nuovo stato sarà democratico”. Sieda, in esilio in Svezia da molti anni, ha infine affermato come il governo siriano abbia ormai perso il controllo di molte città. "Stiamo entrando in una fase positiva ed il regime è nella sua fase finale", ha dichiarato Sieda, che per il momento non ha voluto lanciare invece proclami alla comunità internazionale.
La situazione interna era divenuta ingestibile con la guida di Ghalioun, con molti esponenti che avevano minacciato il ritiro. Quando anche Adib al-Shihakly, uno dei membri fondatori e tra gli esponenti più rappresentativi, aveva minacciato di dimettersi se Ghalioun fosse rimasto presidente, anche Fratellanza Musulmana, il principale sostenitore dell'ex presidente, ha deciso di appoggiare la candidatura di Sieda. La nomina di quest'ultimo aumenterà il sostegno della popolazione curda, rimasta al momento aii margini della lotta al regime di Assad. Difficile da prevedere la momento se Sieda riuscirà a compattare il fronte dei ribelli come promesso.

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