L'agenzia delle Nazioni Uniti per i rifugiati (UNCHR) ha reso noto mercoledì che almeno 2 mila rifugiati siriani hanno attraversato il confine con il Libano e molti altri sarebbero in viaggio per fuggire dalla repressione del regime di Bashar al-Assad. Secondo quanto riporta il corrispondente di Al Jaazera, solo nella città di Arsal, lungo la valle libanese di Bekaa, 150 famiglie siriane sono arrivate domenica e molti altri in fuga dal paese sarebbero stati arrestati del governo. Rami Abdel Rahman, a capo dell'organizzazione sull'osservatorio dei diritti umani con base a Londra, ha dichiarato che il ponte usato per evacuare i feriti e rifugiati verso il Libano da Homs è stato abbattuto dal regime.
Martedì attraverso l'agenzia statale SANA, Bashar al-Assad ha lodato il processo di riforma iniziato dal governo e si è impegnato nel combattere i terroristi responsabili delle violenze. Il presidente siriano è tuttavia in un momento di crescente di difficoltà per la decisione di rifiutare l'accesso degli aiuti umanitari a Homs, quartier generale ribelle occupato la scorsa settimana dalle forze governative. La Croce rossa internazionale aspetta ancora l'approvazione di poter entrare a Bab Amr, sotto assedio da più di un mese.
Secondo quanto riportano i ribelli, i scontri si sarebbero spostati da Homs a Deraa, Idlib e Deir ez-Zor. La Commissione locale di coordinamento, un'organizzazione che raggruppa tutte le opposizioni, ha affermato che almeno 21 persone sono state uccise nella giornata di martedì. Le notizie degli attivisti non possono però essere confermate, dato che i giornalisti, attaccati nelle scorse settimane dal regime, si sono tutti trasferiti in Libano.
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