Siria: inascoltato l'appello del Consiglio di Sicurezza
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Nonostante la dichiarazione del Consiglio di Sicurezza che invitava il regime di Assad ad interrompere le violenze, il numero delle morti non calano in Siria. Particolarmente colpita nella giornata di giovedì è tornata ad essere Hama e, secondo la Commissione locale di coordinamento, almeno 90 persone sarebbero morte in tutto il paese. L'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh), con sede a Londra, ha dichiarato che tra gli uccisi figurano dieci civili, tra i quali tre bambini e due donne, che cercavano di mettersi in salvo.
Anche venerdì la violenza non si è placata e, sempre secondo gli attivisti, il regime avrebbe attaccato un pulman diretto verso la Turchia, uccidendo almeno 10 civili. Mentre il governo siriano continua ad incolpare “gruppi armati terroristici” per la violenza, non vi è la possibilità di accertare I dati forniti dai gruppi ribelli, data l'assenza di giornalisti indipendenti in Siria.
Sul piano della diplomazia continua l'azione dell'inviato speciale per la Siria di Nazioni Unite e Lega Araba, Kofi Annan. Il suo portavoce, Ahmad Fawzi, ha dichiarato che andrà a Mosca e Pechino questo fine settimana per tenere colloqui sulla crisi in Siria. Inoltre, la Turchia, che il primo aprile ospiterà una nuova riunione degli 'Amici della Siria' - con la presenza confermata oggi del segretario di Stato americano Hillary Clinton - ha affermato che ci vuole anche "un piano d'azione" che metta fine alla "tragedia umana" in atto in Siria.

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