Stallo nei colloqui sul nucleare iraniano
A pochi mesi dalle elezioni presidenziali in Iran, la possibilità di un accordo sul nucleare sembra allontanarsi
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Il nuovo round negoziale tra l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) e Teheran si è concluso senza nessun accordo. Il capo delegazione Herman Nackaerts sperava in un’intesa con le autorità iraniane che desse agli ispettori dell'Aiea maggiore accesso ai siti, compreso il sito militare di Parchin, e alle persone che lavorano al programma nucleare iraniano. L’ispezione al sito di Parchin è diventata la questione simbolo nel rapporto tra l’Agenzia e l’Iran, con i funzionari degli Stati Uniti ed europei che insistono affinché gli ispettori accertino se la struttura ospita un “contenitore” utilizzato per testare le capacità di esplosivi necessari alla costruzione di ordigni nucleari.
Parallelamente ai negoziati con l’Aiea, l’Iran conduce trattative anche con il Gruppo dei 5+1. In vista del prossimo incontro che si terrà ad Amaty, in Kazakistan, il 26 febbraio, il vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva esortato l’Iran a riprendere il dialogo sulla questione nucleare. L’apertura fatta dagli Usa ha incontrato il favore del governo di Ahmadinejad ma è stata respinta dalla Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Le parole ministro degli Esteri iraniano Ali Akhbar Salehi rispondevano alla necessità di veder revocate le sanzioni economiche che stanno minando l’economia iraniana ma a quattro mesi dalle elezioni presidenziali la frattura tra la Guida Suprema e il Presidente è sempre più netta e la decisione del regime di evitare il ripetersi delle manifestazioni del 2009 potrebbe indurre Khamenei a concentrarsi sulla stabilità interna facendo slittare la possibilità di un accordo sul nucleare.
Intanto, l’Iran ha comunicato di star convertendo parte del suo uranio arricchito al 20 % in combustibile per il reattore di ricerca di Teheran, utilizzato esclusivamente per scopi medici, e di aver attivato le centrifughe di "nuova generazione" nel sito di Natanz. La decisione di installare un maggior numero di centrifughe a Natanz era stata notificata all'Aiea il 23 gennaio.
Intanto, l’Iran ha comunicato di star convertendo parte del suo uranio arricchito al 20 % in combustibile per il reattore di ricerca di Teheran, utilizzato esclusivamente per scopi medici, e di aver attivato le centrifughe di "nuova generazione" nel sito di Natanz. La decisione di installare un maggior numero di centrifughe a Natanz era stata notificata all'Aiea il 23 gennaio.

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