Teheran alla prova dei fatti
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In un articolo sul Los Angeles Times, Ray Takeyh, analista presso il Council on Foreign Relations, analizza le recenti aperture diplomatiche promosse dal presidente iraniano Rowhani, sostenendo che il tentativo di Rowhani di rimodellare l'immagine dell'Iran e temperare la sua retorica dovrebbe essere accolto con favore. Dopo otto anni di Ahmadinejad che con le sue provocazioni ha sfidato la comunità internazionale, un certo grado di autocontrollo è ammirevole. Tuttavia, l'affidabilita di Teheran andrà valutata sulle base delle sue azioni e non sulle parole.
Non è sufficiente, continua Takeyh, condannare l'uso di armi chimiche in Siria. L'Iran è pronto a ritirare i contingenti della Guardia Rivoluzionaria che hanno fatto molto per rinforzare la brutalità di Assad?
Non è sufficiente per Rowhani parlare di trasparenza, ma deve frenare le attività nucleari dell'Iran e rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
E non è sufficiente per Rowhani parlare di una società tollerante se non è disposto a liberare molti dei suoi ex compagni e colleghi incarcerati con accuse false.
"L'affidabilità di Rowhani deve essere misurato dalle sue azioni e non dai suoi discorsi o tweet ".

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