Tensione ai Mondiali 2026. La Federazione calcistica iraniana si rivolge direttamente alla Fifa
La Federazione calcistica iraniana ha deciso di presentare una protesta formale alla FIFA. Alla nazionale, infatti, è stato impedito di arrivare negli Stati Uniti con due giorni di anticipo rispetto alle gare, una decisione che, secondo la federazione, sta compromettendo seriamente la preparazione della squadra.
Secondo il programma dello staff tecnico, la nazionale avrebbe dovuto raggiungere la città ospitante due giorni prima di ogni match per garantire ai giocatori le migliori condizioni fisiche e tecniche, rientrando al ritiro il giorno successivo alla partita. Tuttavia, già in occasione del primo incontro con la Nuova Zelanda, la richiesta è stata respinta: i calciatori sono arrivati sul posto solo un giorno prima del match, per poi ripartire subito dopo il fischio finale.
I problemi logistici negli Stati Uniti si stanno ora ripetendo. La stessa situazione si sta delineando per la seconda sfida contro il Belgio: nonostante le motivazioni tecniche presentate dall'Iran, le autorità statunitensi non hanno autorizzato l'arrivo anticipato. La squadra sarà così costretta a viaggiare verso Los Angeles solo un giorno prima della partita, prevista per sabato (ora locale).
Il commissario tecnico dell'Iran ha espresso duramente il proprio dissenso, dichiarando:
"L'Iran è la squadra più oppressa nella storia dei Mondiali."
La Federazione iraniana ritiene che queste restrizioni violino il principio di parità di condizioni tra le squadre partecipanti e possano influire negativamente sulle prestazioni. Per questo motivo, esprimendo profondo disappunto, ha annunciato il ricorso ufficiale alla FIFA.
Mentre si è concluso il primo turno della fase a gironi dei Mondiali 2026, il match tra Iran e Belgio si disputerà domenica alle 12:00 ora locale negli Stati Uniti (le 22:30 in Iran). Ricordiamo che l'edizione del 2026, iniziata l'11 giugno e che si concluderà il 19 luglio, è la prima a essere ospitata congiuntamente da tre paesi: Messico, Stati Uniti e Canada.


