Tunisia : Fissata la data delle elezioni legislative e presidenziali
Si voterà il 23 giugno. Il Presidente sarà eletto a suffragio universale diretto
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Il Governo della Tunisia ha fissato la data delle elezioni presidenziali e legislative per il 23 giugno 2013. Ennahda, il partito islamista che guida la coalizione di governo, composta dal Congresso per la Repubblica e il Forum democratico per il lavoro e la liberta' (Ettakol), ha reso noto che il nuovo Presidente sarà eletto direttamente dagli elettori e che l'eventuale ballottaggio per le presidenziali si terrà il 7 luglio. La comunicazione è il frutto di un compromesso tra le forze politiche sull'adozione di un regime parlamentare nel quale il Presidente sarà eletto a suffragio universale.
Intanto, il dibattito politico tunisino continua ad essere dominato dai contenuti di un video che ritrae Rashid Ghannouchi, leader del partito Ennahda, mentre rassicura alcuni esponenti salafiti, chiedendogli di “avere pazienza” e “prendere tempo per consolidare i risultati ottenuti” e incoraggiandoli a fondare scuole coraniche e associazioni per diffondere l'Islam.
Ennahda ha subito fatto sapere che si tratta di un video ritoccato, che riprende frasi pronunciate in contesti differenti. Questo non ha però fermato le critiche dei laici che mettono in dubbio la natura moderata della formazione islamista di Ghannouchi, spaventati anche dal progressivo rafforzamento dei movimenti salafiti
In una lettera ai tunisini ad un mese dall’assalto all’Ambasciata americana di Tunisi, l 'Ambasciatore Usa, Jacob Walles, ha fatto appello al Governo di Tunisi affinché conduca le sue indagini e assicuri i responsabili e i mandanti di questo attacco alla giustizia. Walles ha invitato il Governo tunisino "a garantire la sicurezza dei suoi cittadini e degli ospiti", aggiungendo che l’attacco non avrebbe danneggiato il forte legame tra i due Paesi e compromesso l'impegno degli Stati Uniti nel sostenere la transizione democratica in Tunisia. Per la prossima settimana è atteso il processo a Abu Ayoub, un leader del movimento salafita tunisino accusato di minacciare la sicurezza pubblica e incitare alla violenza.

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