Tunisia. Il declino del partito del presidente Marzouki
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Il rifiuto del partito il Congresso della Repubblica di firmare la "tabella di marcia" proposta dal Quartetto dei mediatori per porre fine alla crisi politica che paralizza il paese dall'omicidio di Mohamed Brahmi, deputato dell'opposizione ucciso lo scorso 25 luglio, deriva da profondi problemi all'interno del partito, sostengono alcuni analisti.
La mancata firma del documento è particolarmente degna di nota dal momento che il partito è parte della della coalizione di governo che guida la Tunisia ed è stato co-fondato dal presidente Moncef Marzouki, che sostiene il piano. Il rifiuto del CPR di firmare la road map è deunque una rottura visibile con i suoi partner della coalizione, Ennahdha e Ettakatol, che hanno sottoscritto il piano.
Tarek Kahlaoui, membro del Consiglio politico del CPR, ha spiegato che il partito non ha firmato il piano perché ha "qualche riserva sulla tabella di marcia". Secondo alcuni analisti politici, invece, il declino del CPR come partito dalle elezioni dell'ottobre 2011 è il fattore chiave dietro la sua riluttanza a firmare la road map e ora il CPR potrebbe tentare di elevare il suo profilo, rifiutando di firmare la tabella di marcia.
Alle elezioni dell'ottobre 2011, il CPR ha ottenuto 29 seggi, posizionandosi subito dopo Ennahdha. Da allora, tuttavia, il CPR ha affrontato due scissioni al suo interno e ad oggi non dispone di più di 15 membri nell'Assemblea Nazionale Costituente.

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