TUTTA LA UE È UN PARADISO FISCALE PER LE MULTINAZIONALI
La notizia che Ikea ha eluso un miliardo di tasse tra i vari paesi della UE, per altro niente affatto smentita dall'azienda non stupisce.
di Giorgio Cremaschi
La notizia che Ikea ha eluso un miliardo di tasse tra i vari paesi della UE, per altro niente affatto smentita dall'azienda non stupisce. Tutta l'Unione Europea è un paradiso fiscale per multinazionali. Vogliamo solo ricordare la FCA di Marchionne che ha sede legale in Olanda e fiscale in Gran Bretagna per pagare meno tasse.
O la Apple che aveva evaso quasi un miliardo di tasse in Italia e che si è messa a posto pagando un terzo del dovuto. Per non parlare dello scandalo degli scandali, quello di uno stato della UE, il Lussemburgo, sede di un gigantesco scandalo di tasse non pagate da aziende che sono corse da tutta Europa a registrarsi nel Granducato. Ove era a capo del governo proprio quel Juncker che grazie a questi meriti è diventato presidente della Commissione Europea.
L'Irlanda cerca di uscire dalla crisi attirando aziende europee a cui non fa pagare tasse, lo stesso fanno molti paesi dell'Est. Si potrebbe andare avanti nell'elenco, ma guardiamo alla sostanza. Tutti questi non sono incidenti di percorso nella marcia verso la virtù fiscale, ma il risultato di una precisa volontà. Quella che impone il rigore nel bilancio degli stati e poi permette agli stessi stati di farsi concorrenza al ribasso sulle tasse per banche, finanza e multinazionali.
In questo modo gli stati sono costretti a tagliare e privatizzare i servizi sociali, che diventano così altra fonte di affari per banche e multinazionali. C'è del metodo in questa follia, si chiama Unione Europea .

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