Una seconda opportunità per l'Occidente in Siria
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Per Jean-Marie Guéhenno, ex vice Inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega Araba per la Siria, l'accordo raggiunto a Ginevra tra la Russia e Stati Uniti per mettere le armi chimiche di Damasco sotto il controllo internazionale da all'Occidente, a corto di altre opzioni, una seconda possibilità di raggiungere quello che da sempre avrebbe dovuto essere il suo obiettivo strategico: la pace in Siria e la fine alle sofferenze del suo popolo.
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha approfittato del fallimento dei leader occidentali di formulare un obiettivo chiaro e ha costretto l'Occidente a scegliere il disarmo chimico della Siria come suo obiettivo immediato. Dato che questa è una delle poche aree di possibile accordo in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l'accordo è per Guéhenno un buon punto di partenza per ricucire i rapporti gravemente danneggiati tra i cinque membri permanenti del Consiglio (Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti). L'ex funzionario elenca poi gli errori commessi dall'Occidente: sottovalutare la resistenza delle forze di Assad, aver dato false speranza all'opposizione con i forti appelli alle dimissioni di Assad, non aver coinvolto l'Iran nella ricerca di una soluzione diplomatica e non aver riconosciuto sin dal principio che la riconciliazione in Siria sarà impossibile senza la riconciliazione tra i regimi sunniti e sciiti nella regione.

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