Una strategia per la nuova Libia

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Una strategia per la nuova Libia

 
In assenza della forza bruta del regime di Gheddafi, la Libia è un mosaico di appartenenze tribali e regionali e di bande dedite al traffico di armi, droga ed esseri umani. È questo il quadro che Hafed Al Ghwell, consigliere del Direttore Esecutivo della Banca Mondiale traccia della Libia di oggi, passando poi ad individuare tre errori che hanno portato il paese a questa situazione.
 
Il primo errore è stata la riluttanza della comunità internazionale, e il rifiuto dei ribelli – che rispondeva poi all’ interesse ad essere l'unico potere sul territorio – di pianificare e attuare un processo completo di disarmo, smobilitazione e reintegrazione  che avrebbe consentito la presenza di truppe internazionali sul terreno per garantire legge e ordine dopo la caduta del regime di Gheddafi e procedere ad disarmo e alla reintegrazione dei gruppi armati che hanno combattuto contro  il Colonnello.  E 'ormai evidente che senza la sicurezza e l'ordine pubblico, è praticamente impossibile raggiungere qualsiasi tipo di consenso o accordo tra i vari segmenti della società. I gruppi armati saranno sempre in grado di imporre la loro volontà, a coloro che sono disarmati.
 
Il secondo errore è stata la mancanza di capacità politica e di leadership che non ha prodotto una visione strategica chiara per il futuro del paese, in grado di mobilitare il sostegno del popolo libico e di fornire indicazioni in merito a ciò che il paese deve fare per ricostruire le sue istituzioni e infrastrutture e collegare l’interesse della Libia all’aiuto e al sostegno internazionale.
 
Il terzo errore è stato, invece, il fallimento della leadership della ribellione contro Gheddafi di incorporare e reintegrare i tanti sostenitori che il Colonnello ancora aveva nel paese. La narrazione ufficiale ha infatti istituzionalizzato il regionalismo e la vendetta, spingendo i sostenitori  di Gheddafi a fuggire nei paesi vicini invece di coinvolgerli nel futuro del paese.  
 
Aiuto internazionale, riconciliazione e definizione di una strategia per il futuro del paese sono invece i primi rimedi consigliati da Al Ghwell.

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