Venezuela, golpe con lo sconto

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Venezuela, golpe con lo sconto



di Geraldina Colotti

Il Ministro della Comunicazione Jorge Rodriguez ha fornito al paese ulteriori dati sull’operazione criminale venuta dal mare, sventata dal governo bolivariano. Un mosaico perverso i cui tasselli mostrano in che modo e per quali bassi interessi questi personaggi abbiano cercato di vendere il paese, dopo aver seminato morte e distruzione.

L’intero piano è spiegato, con agghiacciante precisione, nel contratto firmato da Guaidó e compari con l’agenzia per la sicurezza privata Silvercorp. Si tratta di 41 pagine che, ha detto il ministro, il Washington Post ha pubblicato per intero.

Ancora una volta, l’esistenza del contratto si è scoperta per problemi di denaro: la banda di Guaidó avrebbe dovuto onorare l’intera somma pattuita, 212.900.000 dollari, ma ha pagato solo l’anticipo di 50.000 dollari, e questo ha fatto imbestialire Jordan Goudreau, capo della Silvercorp.

Emerge anche come Guaidó, che risulta senza ombra di dubbio a capo di tutto il complotto, per questo ritardo avrebbe dovuto pagare interessi annuali del 55%, giacché la Silvercorp avrebbe chiesto un prestito alle banche per anticipare i costi dell’operazione. Una conferma in più del coinvolgimento delle istituzioni statunitensi.

D’altro canto, come avrebbero potuto i golpisti occupare l’aeroporto di Maiquetia-Simon Bolivar e la base militare della Carlota facendo entrare gli aerei che avrebbero dovuto condurre negli Stati Uniti il presidente Maduro, Cabello e tutti gli altri dirigenti bolivariani, senza l’appoggio degli USA e della Colombia?

Dalle indagini sono emersi altri particolari sulla vergognosa contrattazione dei golpisti per raggiungere un accordo più economico, e sul gruppo di “donatori” miliardari disposti a versare altro denaro. Ai mercenari, ovvero agli USA, avrebbe dovuto rispondere la nuova giunta golpista, a cui veniva imposto di dare mano libera alla repressione contro chiunque fosse stato ritenuto “sospetto terrorista”.

Per questo, il Procuratore generale Tareck William Saab ha annunciato di aver sollecitato 22 mandati di cattura. Tra questi, figura il latitante Juan José Rendón e il deputato Sergio Vergara, entrambi firmatari del contratto con il capo della Silvercorp Jordan Goudreau, contro il quale pure è stato spiccato mandato d’arresto. Delle 31 persone detenute, 6 risultano imputate.

Uno dei campi di allenamento dei mercenari in Colombia era vicino a una stazione di polizia. Com’è possibile – ha detto Saab – che le autorità colombiane non si siano accorte di niente? Quindi ha chiesto agli organismi internazionali che si pronuncino di fronte “a un simile atto di aggressione nel pieno di una pandemia mondiale”.

Durante il programma web delle BRICS-PSUV, la vicepresidente dell’Assemblea Nazionale Costituente, Tania Diaz, ha così commentato la notizia: “Gli Stati Uniti si servono dei contrattisti per aggirare le leggi internazionali e aggredire impunemente i paesi, come hanno fatto in Iraq o in Siria, perché non hanno il coraggio di farlo direttamente”.

A proposito del contratto, il ministro della Cultura, Ernesto Villegas, ha commentato: “È quanto di più contrario al nostro Atto di indipendenza sia stato firmato dal 1811 a oggi”.

E il ministro degli Esteri, Jorge Arreaza, ha detto che “Trump è tanto ansioso di assomigliare a Kennedy” che nega l’evidenza come ha fatto il suo omologo nel 1961 dopo l’aggressione della Baia dei Porci a Cuba.
 

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