Venezuela: il popolo scenderà nuovamente in piazza a difesa della Rivoluzione Bolivariana

Venerdì, il Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) ha convocato una marcia di sostegno alla Rivoluzione Bolivariana, per la pace e la stabilità democratica del paese.

7112
Venezuela: il popolo scenderà nuovamente in piazza a difesa della Rivoluzione Bolivariana

 

Questo venerdì il popolo venezuelano scenderà di nuovo in piazza per esprimere il proprio convinto sostegno al governo Maduro, alla Rivoluzione Bolivariana. La posta in gioco è alta, il popolo chavista serra i ranghi perché la destra golpista è in agguato e farà di tutto per rovesciare il legittimo governo. 

 

La notizia, però, state sicuri che non passerà sugli schermi italici, non riempirà le pagine dei nostri giornali. L’immagine che bisogna dare del Venezuela bolivariano è quella di un paese sull’orlo del baratro, dove un governo dittatoriale riesce a rimanere al potere solo grazie a una forte repressione. 

 

Niente di più lontano dalla realtà. La guerra economica è forte, ci sono tanti problemi e lo stesso governo sta cercando di porvi rimedio, ma il popolo chavista è compatto; sa benissimo che la posta in gioco è alta: Argentina e Brasile sono due esempi di quello che potrebbe accadere se la destra dovesse andare al potere. Subito verrebbe implementato nel paese il liberismo più sfrenato e di colpo sarebbero cancellate tutte le conquiste sociali ottenute in questi anni.

 

Venerdì, come riferivamo in apertura di articolo, il Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) ha convocato una marcia di sostegno alla Rivoluzione Bolivariana, per la pace e la stabilità democratica del paese. Il corteo partirà dal parco Carabobo per culminare in piazza Diego Ibarra nella capitale Caracas. 

 

Al contempo il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) ha informato che sempre nella giornata di venerdì saranno sospese le attività lavorative per tutti i dipendenti. La cosiddetta Mesa de Unidad Democratica (MUD) ha infatti indetto una protesta presso gli uffici dell’organo elettorale per chiedere che venga stabilita una data per la raccolta del 20% delle firme del corpo elettorale, necessarie per l’attivazione del referendum revocatorio. Una necessaria misura di sicurezza volta a garantire l’incolumità dei dipendenti, visto l’alto tasso di violenza che caratterizza le manifestazioni organizzate da quella che alle nostre latitudini viene definita ‘opposizione democratica’. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa di Giuseppe Masala La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti