Xiplomacy: la partnership Cina-Africa e la modernizzazione del Sud del mondo

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Xiplomacy: la partnership Cina-Africa e la modernizzazione del Sud del mondo

 

Nel loro percorso verso la modernizzazione, scrive Xinhua in un accurato approfondimento, la Cina e l’Africa stanno imparando l’una dall’altra, rafforzando una solidarietà che oggi rappresenta una delle forze trainanti della cooperazione nel Sud globale. Quest’anno ricorre il 70º anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra la Cina e i Paesi africani, un legame che, nel tempo, ha superato sfide, mutamenti geopolitici e prove di resilienza.

In un mondo attraversato da trasformazioni rapide e tensioni crescenti, Pechino e i Paesi africani continuano a trarre ispirazione dallo spirito di amicizia e cooperazione, proponendosi come modello di sviluppo condiviso. Il presidente Xi Jinping ha posto le basi di questa relazione durante la sua prima visita in Africa nel 2013, definendo i principi di sincerità, risultati concreti, amicizia e buona fede. Da allora, Xi ha visitato il continente cinque volte, consolidando un rapporto che oggi raggiunge il livello di “comunità Cina-Africa per tutte le stagioni”, con un futuro condiviso per la nuova era.

Nello Zimbabwe, in Etiopia, in Tanzania e in Zambia, le testimonianze di questa cooperazione sono tangibili. Dalla costruzione di pozzi agricoli all’empowerment imprenditoriale femminile, i progetti cinesi hanno contribuito a migliorare le condizioni di vita locali. E quando la Cina ha affrontato tragedie come i terremoti di Wenchuan e Yushu, molti Paesi africani hanno ricambiato la solidarietà con generose donazioni.

La ferrovia Tanzania-Zambia (TAZARA) rappresenta un simbolo storico di questo legame. Costruita negli anni in cui la Cina era ancora povera, oggi è al centro di un ambizioso progetto di rivitalizzazione, firmato nel settembre 2024, che coinvolge Cina, Tanzania e Zambia. Per molti africani come Alois Shimbaya o il giovane studente zambiano Michael Nchovo, la rinascita della TAZARA incarna la speranza di una modernizzazione condivisa.

La cooperazione si estende anche al Mozambico, dove la Cina ha rinnovato il porto di Nacala, e al Corno d’Africa, con l’ammodernamento della ferrovia Addis Abeba-Gibuti. L’iniziativa Belt and Road continua a generare nuove opportunità, rafforzando la connettività e promuovendo la crescita industriale del continente. In agricoltura, la tecnologia Juncao — che consente la coltivazione di funghi ad alta resa — ha migliorato la sicurezza alimentare e i redditi familiari in Paesi come la Tanzania e il Ruanda.

Sul piano commerciale, la Cina resta da sedici anni consecutivi il principale partner dell’Africa: il volume degli scambi ha superato i 300 miliardi di dollari nel 2025. Pechino ha inoltre applicato dazi zero al 100% delle linee tariffarie per 53 Paesi africani, facilitando le esportazioni e ampliando le opportunità di crescita.

La cooperazione si estende anche all’educazione e alla formazione. Cittadini africani che hanno studiato in Cina — come l’etiope Abreham Yimer Abate — riportano nelle proprie comunità conoscenze tecniche e modelli di sviluppo inclusivi ispirati all’esperienza cinese di riduzione della povertà.

In questa continuità di scambi e apprendimento reciproco, anche la cultura gioca un ruolo rilevante. A Nairobi e Johannesburg si sono recentemente tenuti forum dedicati all’opera “Xi Jinping: La governance della Cina”, che offre ai Paesi del Sud del mondo un riferimento su come affrontare le sfide della modernizzazione.

Secondo Humphrey Moshi, direttore del Centro di studi cinesi dell’Università di Dar es Salaam, la cooperazione sino-africana è più di una partnership economica: rappresenta un passo concreto verso un ordine globale più equo. Attraverso consultazione paritaria e vantaggi reciproci, Cina e Africa stanno passando da semplici partecipanti a creatori di regole, contribuendo a ridefinire la governance del mondo e a rafforzare la voce del Sud globale.

FONTE: https://english.news.cn/20260115/8114f157f866478c87638ba9b264e9f5/c.html

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