Yemen: Il presidente Hadi ristruttura le Forze Armate

La decisione vuole limitare l’influenza dei sostenitori di Saleh

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Yemen: Il presidente Hadi ristruttura le Forze Armate

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Il presidente yemenita Abdrabuh Mansur Hadi ha deciso una ristrutturazione delle Forze Armate del Paese per frenare l'influenza di alcune figure militari legate all’ex presidente Abdullah Ali Saleh. 
Con il sostegno e l’approvazione di Stati Uniti e dei Paesi del Golfo, Hadi ha annunciato l’abolizione della Guardia Repubblicana, guidata dal figlio maggiore di Saleh, Ahmed Ali Abdullah Saleh, della Prima Divisione corazzata, guidata dal Generale Ali Mohsen al-Ahmar e la rimozione del nipote di Saleh dal suo incarico di vice capo della sicurezza centrale. Hadi è diventato presidente dello Yemen meno di un anno fa, dopo che Saleh si è dimesso nel quadro di un accordo di transizione mediato dal Consiglio di Cooperazione del Golfo,CCG, dopo un anno di rivolta contro il suo governo. "La ristrutturazione dell'Esercito era necessaria", ha commentato Abdulatif al-Hadi Zayani, Segretario Generale del CCG, che ha sottolineato "il sostegno dei Paesi del CCG per le decisioni". Anche gli Stati Uniti hanno elogiato le decisioni di Hadi e la transizione politica intrapresa dallo Yemen. 
Con la ristrutturazione dell’Esercito e l'eliminazione della potente Guardia repubblicana, le Forze Armate dello Yemen sono attualmente composte da Forze di terra, Marina e la Forze Aeree. Tre nuove strutture sono state create e poste sotto il diretto controllo della Presidenza: una guardia presidenziale, forze speciali e un’unità responsabile delle armi balistiche. Queste decisioni sono state adottate per riprendere il controllo delle Forze Armate e, ponendo tutte le unità militari sotto l’autorità del ministero della Difesa, nel tentativo di abolire centri di potere e multi-appartenenze nell'Esercito. Il potere militare nello Yemen non è monopolio dello Stato. Ogni tribù potrebbe essere definita un’unità militare dal momento che i vari gruppi armati godono della capacità di sfidare l'autorità centrale.  
  

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