La Bce non accetterà titoli del debito pubblico greco come collaterale per i suoi prestiti
«Attualmente non è più possibile presumere una conclusione positiva della revisione del programma» recita una nota pubblicata ieri in serata sul sito della Banca Centrale Europea. Nei fatti, dall''11 febbraio la Bce non accetterà titoli del debito pubblico greco come collaterale per i suoi prestiti, rimuovendo la deroga introdotta nel 2010 sugli strumenti di debito quotati o garantiti dalla Grecia, che permetteva alle banche greche di rifinanziarsi alla Bce fornendo come collaterale titoli di stato rischiosi. "La sospensione è in linea con le regole dell'Eurosistema esistenti", si legge ancora nella nota che da ad Atene una settimana di tempo per raggiungere un accordo con i creditori internazionali.
Il comitato esecutivo della BCE ha tuttavia mantenuto attivo il programma di "liquidità di ultima istanza" (ELA) per le banche greche - che viene instradato attraverso la Banca centrale greca e ai tassi di interesse più elevati rispetto al prestito diretto da parte della BCE. Un meccanismo che va approvato a maggioranza di due terzi e rinnovato di volta in volta ogni due settimane
Un chiaro messaggio politico al governo Tsipras. "Una forma di pressione in vista del raggiungimento di un accordo soddisfacente per tutti", il commento del ministro delle Finanze greco, Yanis Vaoufakis che oggi incontrerà il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble.
Per Bloomberg, se la Grecia non rinnoverà il suo programma per una nuova linea di credito rischia di non poter far fronte ai suoi pagamenti il 25 marzo: l'equivalente di un default.

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