La trappola del "totalitarismo light": perché la democrazia occidentale è in crisi

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La trappola del "totalitarismo light": perché la democrazia occidentale è in crisi

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di Michele Blanco

L'attuale mondo "occidentale" è dominato in modo assoluto e pervicace, ormai da alcuni decenni e in modo costante, dall' ideologia della difesa ad oltranza e con ogni mezzo, anche mezzi manipolatori e illegali, del neoliberismo globale. Si tratta di un sistema manipolatore che promuove l’idea assoluta che vale solo la singola persona, come disse Margaret Thatcher la società non esiste, e i suoi interessi personali e l’edonismo, sotto la maschera falsa e fuorviante di una presunta universalità e legittimità dei cosidetti "valori occidentali".
 
Questo totalitarismo da alcuni definito ‘light’, alimentato in continuazione dalle massicce e continue campagne mediatiche e dalla cultura consumistica, non tollera nessun tipo di dissenso o idee di fratellanza e rispetto. Tutti quelli che si oppongono a questo egoismo diffuso non solo vengono visti come personr sbagliate, ma addirittura come ‘malvagi’ e meritevoli di essere messi al bando.
 
L’imposizione assoluta dell’ideologia del neoliberismo globale, con la sua narrativa che si fonda sull’idea che il piacere personale, l'arricchimento anche ai danni degli"altri", sia da conseguire a tutti i costi come se fosse il fine ultimo dell'intero genere umano. Questa prospettiva è radicata in un modello culturale che valorizza solo e comunque il successo a tutti i costi, distaccandosi dalla profondità storica e culturale che caratterizza i veri valori storici europei, che si basano sulla solidarietà e il rispetto dei diritti di tutti, non solo dei diritti formali ma anche dei diritti sostanziali come sono i diritti sociali, l'istruzione gratuita e le cure sanitarie per tutti. 
 
Gli Stati Uniti d'America, sono da sempre l'epicentro di questo movimento neoliberista ultraindividualistico, diffondono questa ideologia che porta sempre ingiustizia e disuguaglianze, presentandola al contrario di quella che realmente è, facendola passare non come un prodotto statunitense, ma addirittura come un valore universale, destinato a tutti e all’intero pianeta. E così noi tutti ci siamo abituati e avvicinati alla "democrazia all’americana", dove vota meno della metà degli aventi diritto, di solito vanno a votare i più ricchi mentre i poveri oberati dai loro gravissimi problemi causati dal neoliberismo imperante non vanno a votare, in questo contesto, per ottenere una vittoria schiacciante, basta solo convincere la metà di quella metà dei votanti, quindi a decidere nella "democrazia all'americana" è sempre più una esigua minoranza.
 
Un tempo, questo significava il sostegno di un quarto degli elettori, una netta minoranza che oggi, però, i giornali e i mass media, controllati da pochi e ricchissimi proprietari, descrivono come una maggioranza assoluta.
Per chi si accontenta di una vittoria semplice, serve ancora meno: con il consenso di appena un decimo degli elettori, si può accedere al ballottaggio, in molti Paesi accade cosi.
 
A quel punto, per conquistare il massimo dei voti, basta scatenare la disinformazione dei media e terrorizzare i cittadini, facendoli credere che chi si oppone al sistema neoliberale, toglierà loro il SUV d’ordinanza o che aumenteranno le tasse per aprire più ospedali e l'istruzione per tutti.
 
La repressione del dissenso, nelle varie forme, è totale, infatti chiunque si opponga a questa visione viene escluso, attaccato dai mezzi di comunicazione, fino ad essere ridicolizzato. L'intero sistema della cosiddetta infomazione ci dice che non si tratta di un semplice confronto di idee o culture, ma di una lotta tra "il bene e il male", solo che fa apparire il male come bene e viceversa, falsificando completamente la realtà.
 
Gli oppositori sono etichettati come nemici del benessere, statalisti, contrari alla ricchezza, invidiosi dei ricchi vincenti e favorevoli solo all'aumento delle tasse. Gli oppositori che vogliono più assistenza e stato sociale sono da eliminare, con la complicità di un sistema mediatico e intellettuale che promuove questo totalitarismo che di ‘light’, ha veramente poco.
 
Da troppo tempo, purtroppo, risulta sempre più evidente che informarsi correttamente sia diventato impossibile per la stragrande maggioranza della popolazione, in un regime neoliberista, verificare e contestare i “fatti” diffusi dall’apparato mediatico è diventato pressoché impossibile. Non perché non sia possibile dimostrarne l’eventuale falsità delle bugie dell’ideologia neoliberista, ma perché, la quasi totalità dei mezzi di comunicazione sono nelle mani e controllata dai grandi beneficiari di questo sistema oligarchico, fondato solo sulla ricchezza di pochi.
 
In questo contesto il culto della novità del lusso sfrenato e la pratica di un’innovazione, con la corsa al possesso dell'ultimo gadget elettronico, continua e frenetica portano all’oblio del passato, incluso quello recente, che viene cancellato prima ancora di diventare storia, sostituito da nuove e pressanti notizie che, anche solo per poche ore, monopolizzano l’attenzione. La nostra attenzione alle questioni serie e utili al benessere collettivo diffuso, già scarsa, è ulteriormente ridotta da un addestramento sistematico, persino scolastico, alla più totale superficialità.
 
La polarizzazione è rafforzata dal supporto dei cosiddetti presunti vincenti, che si schierano sempre con i vincitori per non sentirsi perdenti, accettando così le imposizioni al consumismo proprio del neoliberismo.
 
Le avanguardie neoliberiste, spesso minoranze aggressive e assolutamente sicure di sé, sono sempre e costantemente sostenute da giornalisti, intellettuali, tecnici e scienziati, controllate e guidate dai miliardari. Questi gruppi nel sud del mondo hanno svolto il preciso compito di occidentalizzare i propri paesi, presentandosi come vittime da liberare non da oppressori stranieri, ma dalle loro stesse radici e tradizioni. In tal modo, promuovono l’accettazione di una invadente colonizzazione culturale e ideologica da parte dell’Occidente.
 
La diffusione nel mondo di questa ideologia non può essere contrastata con la tolleranza, poiché l’imperialismo neocapitalista non la permette nella realtà, la utilizza solo quando gli fa comodo.
 
La rinuncia alla propria cultura, avvenuta anche da parte di noi europei, è da considerarsi come una resa al falso multiculturalismo superficiale e semplicistico promosso dai colossi tecnologici e mediatici come Amazon, Apple e Disney.
 
Naturalmente non dobbiamo in nessun modo chiuderci nei confronti dei popoli del mondo, non dobbiamo tornare ai nazionalismi e ai falsi sovranismi, al contrario. Dobbiamo promuovere la convivenza tra tutte le culture diverse, dobbiamo interconnetterci e essere dialoganti con tutti, questo il vero multipolarismo dei popoli che è più che auspicabile.
 
La nostra resistenza richiede il rifiuto del l'ideologia neoliberista iniziando ad opporci all’omologazione culturale imposta dal neoliberismo globale.
Tutti noi dovremmo cercare il miglior modo per avere una piena emancipazione partecipativa e democratica deliberativa delle person umane in tutti i Paesi del mondo. Bisogna provare a cercare la migliore soluzione possibile che permetta la convivenza pacifica e collaborativa tra tutti gli esseri umani attraverso il continuo "reciproco riconoscimento".
 
Questo si ottiene mettendo sempre in evidenza ciò che accomuna l'umanità, cercando il modo migliore per avere un dialogo fattivo tra tutte le culture. A partire dalla ricerca del modo migliore per ottenere il rispetto reale e fattivo dei diritti umani fondamentali in tutte le società contemporanee.

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