Il vicecancelliere tedesco
Sigmar Gabriel ha dichiarato che ci sono "zero possibilità" che la Germania paghi alla Grecia i danni di guerra. Le parole del Ministro del'economia tedesco risponde così al primo ministro greci, Alexis Tsipras, che nel corso del suo discorso di domenica al Parlamento ellenico aveva dichiarato che "
la Grecia ha un obbligo morale davanti al nostro popolo, alla storia, a tutti gli europei che hanno combattuto e dato la loro vita contro il nazismo. Il nostro obbligo storico è reclamare il prestito e le riparazioni per l’occupazione".
Tsipras si riferiva alle riparazioni dei danni di guerra causati dalla Germania nelle due guerre mondiali e rimandati, con la Conferenza di Londra del 1953, all'unificazione tedesca, prima di sparire completamente dagli accordi, su richiesta del cancelliere Kohl, nel 1990.
Per Gabriel e la Germania la vicenda è stata chiusa con il Trattato sulla risoluzione dei contenziosi con la Germania firmato nel settembre 1990 dalla Germania occidentale e da quella orientale con Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Unione Sovietica poco prima della riunificazione tedesca. Le quattro potenze vincitrici rinunciarono ad ogni pretesa di risarcimento nei confronti della Germania. Per Berlino, il documento, approvato anche da altri Paesi, Grecia inclusa, sgombera il campo da ogni pretesa di risarcimento nei confronti della Germania per i danni relativi alla Seconda guerra mondiale.
La Germania, inoltre, sostiene di non dover più nulla alla Grecia dopo i 115 milioni di marchi rimborsati alla Grecia nel 1960, uno dei 12 indennizzi firmati con le nazioni occidentali. Ma Atene ha detto di aver sempre ritenuto quei soldi una prima parte del pagamento, con la restante parte da discutere dopo la riunificazione tedesca, avvenuta nel 1990.
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