Il fracking per estrarre gas di scisto? Per un rapporto del Parlamento Ue è praticamente inutile a fine economici
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Il fracking, vale a dire lo sfruttamento della pressione di un fluido, in genere acqua, per creare e poi propagare una frattura in uno strato roccioso per estrarre il cosiddetto gas di scisto, ha subito un boom vertiginoso in tutti gli Stati Uniti. Un americano su venti vive ora entro un miglio da uno di questi pozzi. Ma che beneficio ne ha tratto l’economia da questa tecnica di perforazione della crosta terrestre? Non molto.
Un rapporto presentato al Parlamento Europeo lo scorso mese ha rivelato che “non c’è prova che il gas di scisto stia provocando una rinascita della produzione negli Stati Uniti”. Sembra, infatti, che i benefici economici derivanti dal gas di scisto siano esigui: ne beneficiano soprattutto le economie dei luoghi in cui la perforazione avviene, ma l’impatto sulla crescita economia nazionale sarebbe irrisorio, ha concluso l’Istituto per lo Sviluppo Sostenibile e le Relazioni Internazionali. Anche essendo ottimisti, al massimo, gli effetti di lungo termine sul PIL americano sarebbero meno dell’1%. L’analisi, inoltre, smentisce l’idea che il gas naturale contribuirà alla diminuzione delle emissioni di diossido di carbonio o aiuterà a combattere il cambiamento climatico.

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