Obama non cedere al ricatto

Sul debito, i Repubblicani stanno sequestrando il paese e le prospettive di crescita

1443
Obama non cedere al ricatto

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Paul Krugman in Sequester of Fools torna ad affrontare il tema del dibattito americano sulle soluzioni da affrontare per ridurre il debito interno, prendendo a riferimento il recente rapporto pubblicato dai due presidenti dell'apposita Commissione bipartisan creata da Obama, Erskine Bowles e Alan Simpson. Due anni dopo aver erroneamente dichiarato che il paese era in procinto del fallimento se non avesse attuato le misure da loro indicato, i due senatori tornano alla carica con una nuova versione ed una nuova strategia:  ricattare e sequestrare le istituzioni di Washington. Dopo che con le elezioni presidenziali del novembre scorso, il popolo americano ha chiarito di voler difendere il sistema di Welfare state e di voler aumentare le tasse sulle fasce più abbienti, quelli che Krugman definisce gli “speculatori” del debito si sono spostati ancora più a destra, chiedendo tagli alla spesa più radicali.
Invece di prendere a riferimento il tasso di disoccupazione ed i tassi di interessi tra i più bassi nella storia con i quali il governo americano riesce a prendere a prestito per ripagare il proprio debito, la questione del debito è al centro delle scelte di Washington. Dopo l'accordo sul cosiddetto fiscal cliff di fine dicembre, che ha permesso al paese di evitare una serie di aumenti automatici delle tasse e riduzione della spesa che avrebbe gettato il paese in una drammatica recessione, i due partiti devono trovare ora un accordo definitivo sulla questione fiscale entro la prossima settimana per non incombere in problematiche similari. I repubblicani stanno utilizzando la tecnica del ricatto al presidente Obama per imporre la loro visione sui tagli alla paese. Il problema, sottolinea Krugman nella sua analisi, è che anche i democratici si sono assegnati a quest'idea, anche se in una chiave totalmente diversa. E manca nel paese la proposizione di un'idea migliore per affrontare la situazione.
La migliore opzione, secondo l'economista americano, sarebbe semplicemente quella di dimenticare la questione, che del resto è solo un falso problema. L'America non vivrà infatti una crisi del debito, ma, con un'economia molto debole che non riesce a riprendersi compiutamente dalla grave crisi iniziata nel 2007, i problemi e le strategie dovrebbero essere altre. Come ha sottolineato il vice presidente della Federal Reserve recentemente, Janet Yellen, la ragione principale del rallentamento attuale della ripresa economica è da individuare nella minore spesa pubblica, che ha bloccato il moltiplicatore dei consumi e degli investimenti dell'economia statunitense. Il paese quindi dovrebbe spendere di più, non meno, e questo fino al momento di essersi avvicinato alla piena occupazione
Sfortunatamente, nessun partito propone questa ricetta. Mentre la proposta dei senatori democratici va almeno parzialmente verso la direzione giusta, rimpiazzando i tagli alla spesa — che pesano sulle fasce della società più vulnerabile — con aumenti delle tasse sui più ricchi, e ritardando l'attuazione di misure d'austerità in una fase più solida per l'economia, la strategia repubblicana sarebbe drammatica per il paese.  Il Congresso a maggioranza repubblicana vorrebbe, infatti, cancellare i tagli previsti alla Difesa e rimpiazzarli con riduzioni ancora superiori al Welfare sociale, con un duplice drammatico colpo per il paese: minore crescita e maggiore ingiustizia.
Una soluzione intermedia, che potrebbe far arrivare i due partiti ad un accordo entro la prossima settimana, vale a dire tagli alla spesa abbinati ad un incremento delle tasse per le fasce più ricche, sarebbe comunque l'accettazione del ricatto da parte dei democratici. Un ricatto che costerà al paese almeno 700 mila posti di lavoro. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Le più recenti da

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'esito catastrofico del vertice di Pechino di Giuseppe Masala L'esito catastrofico del vertice di Pechino

L'esito catastrofico del vertice di Pechino

Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza di Michelangelo Severgnini Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza

Ecco il piano israeliano per una nuova (imminente) Nakba a Gaza

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”? di Francesco Santoianni Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il paravento perfetto per gli ipocriti dell'UE di Paolo Desogus Il paravento perfetto per gli ipocriti dell'UE

Il paravento perfetto per gli ipocriti dell'UE

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO di Marinella Mondaini La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO

La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO

La violenza sistemica di Israele di Giuseppe Giannini La violenza sistemica di Israele

La violenza sistemica di Israele

L'UE e la sinistra di Antonio Di Siena L'UE e la sinistra

L'UE e la sinistra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti