Le due menzogne che i media utilizzeranno per l'accettazione sociale della Troika in Italia

Dall'ultimo post di Alberto Bagnai su Goofynomics

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Le due menzogne che i media utilizzeranno per l'accettazione sociale della Troika in Italia

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Il “giornalismo” italiano prepara il terreno per l'arrivo della Troika nel nostro paese. Prima l'allora direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, silurato subito dopo dalla democratica RCS, e poi il padre padrone della Pravda Eugenio Scalfari l'hanno invocata in rapida successione. Un caso? Non proprio. Si prepara il terreno per la campagna di propaganda mediatica che dovrà portare il popolo italiano all'accettazione del suo arrivo come liberatrice di tutti i nostri mali. Verranno utilizzati queste due menzogne, che ci indica Alberto Bagnai nel suo ultimo post su Goofynomics. 

 
 
Da un lato, la ripetizione ossessiva di una menzogna, in ossequio al noto principio di Goebbels: la menzogna secondo la quale la crisi sarebbe stata causata dal debito pubblico. Quando intervenii per confutarla nel novembre 2011 non mi sarei mai immaginato di essere appoggiato due anni dopo niente meno che dal vicepresidente della Bce. Questo, attenzione, non vuol dire che oggi, grazie a Monti, non esista in Italia un problema di debito pubblico. Vuol dire però che questo problema non potrà essere risolto facendo altri passi nella direzione sbagliata. I colleghi che su Internet inneggiano a Cottarelli, cercando di far passare il teorema di Haavelmo per vecchiume (ma allora perché libri "moderni" come il Mankiw lo insegnano ancora?), i vari gianninizzeri che continuano ossessivamente a parlare della spesa pubblica italiana, la cui quantità non è un problema, come vi ho mostrato mille e mille volte, collaborano tutti alla creazione di questoframe: quello secondo il quale siccome il problema è il debito pubblico (e invece è il debito privato), e i nostri governi sono incapaci di affrontarlo (certo, lo hanno causato per non affrontare il vero problema), allora c'è bisogno della Troika. Si capiscono così certe fughe dalla democrazia, certa ansia di snellimento delle procedure del partito di Renzi e di Repubblica. Ricordate come Panagiotis ci ha descritto l'approvazione del Memorandum?
 
Ma l'altro presupposto era mentire sugli italiani, raccontarci, anche qui quotidianamente, ossessivamente, che siamo peggiori degli altri, e che quindi sì, la colpa è dei nostri governi, perché il problema è il debito pubblico (ma se stava scendendo, perfino con Berlusconi?), però alla fine la colpa è nostra, e quando verranno a toglierci la democrazia, a violare il principio fondamentale del no taxation without representation, a spremerci come limoni per risolvere i problemi delle loro banche, be', alla fine dovremo anche star zitti, perché in fondo ce lo saremo meritati.
 
A questa duplice menzogna hanno collaborato attivamente tutti gli organi di stampa. Dalla precedente lettera di Massimo non sono riuscito a capire cosa tenga vivo un giornale. Mi pare di aver capito che non sia dare informazioni corrette (e ci posso stare), e nemmeno vendere molte copie (e anche questo lo capisco), ma dopo aver capito cosa non tiene un giornale in vita, non sono riuscito a capire cosa ce lo tenga.
 
So solo una cosa: chiunque, a qualsiasi titolo, in qualsiasi modo, per qualsiasi motivo, con qualsiasi livello di consapevolezza, abbia cooperato alla costruzione dei due frame che vengono usati per distruggere la democrazia nel mio paese non avrà la mia lacrimuccia. 
 
Questo è certo.
 
Oltre a questo, però, non so molto altro. Vi dico il poco che so, e il molto che non so, così ci confrontiamo e poi andiamo avanti.
 
So che c'è aria di manovra, come vi ho detto subito, e probabilmente anche di prelievo forzoso in stile cipriota (chi ha la mia età c'è già passato). Io me ne batto, perché ho pochissimi soldi, ma mi rendo conto che non tutti hanno questo problema, e quindi ora magari son preoccupati. Questo lo vedremo entro settembre. Non escludo che ci sia un avvitamento tagli - riduzione del Pil - aumento del rapporto debito/Pil - tagli di entità e velocità tale da richiedere effettivamente l'intervento della troika, del quale, come abbiamo saputo, si parlava già nel 2011, quando io prevedevo la fine del Berlu, e Monti ancora non aveva fatto crescere di più di 10 punti il rapporto debito/Pil. 

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