Venezuela: Reuters ammette violenza dell'opposizione

I corrispondenti dell'agenzia internazionale raccontano le violenze organizzate dall'opposizione venezuelana

11459
Venezuela: Reuters ammette violenza dell'opposizione

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

I fatti hanno la testa dura. Una menzogna non può essere reiterata per troppo tempo senza correre il rischio di venire smentiti, così il circuito mediatico mainstream dopo aver per giorni narrato la storia della democratica opposizione venezuelana brutalmente repressa dal regime socialista di Maduro, si vede costretto a rettificare la storia, perché dall’evidenza dei fatti emerge il contrario. 

 

Le manifestazioni dell’opposizione sono permeate dalla violenza. Una violenza brutale volta a spargere terrore e morte per costringere il legittimo governo a dimettersi. I corrispondenti dell’agenzia Reuters raccontano che in occasione di una protesta di questa settimana, alcuni manifestanti hanno bloccato un’autostrada con detriti e spazzatura, appiccando incendi e piazzando le famigerate guayas. Dopodiché hanno saccheggiato un magazzino governativo, bruciato due camion e rapinato il team medico di un’ambulanza. 
 

QUI PER LEGGERE TUTTO IL RESOCONTO DI  Brian Ellsworth da CARACAS


«Quello che stanno facendo non è una protesta pacifica. Stanno danneggiando qualcosa che appartiene allo Stato e che potrebbe essere usato per curare anche i loro familiari», questo è quanto dichiarato da Wilbani Leon, capo di una squadra di paramedici di Caracas, al giornalista della Reuters. 
 

L’opposizione cerca di addossare la responsabilità al governo affermando che gli autori dei fatti violenti sono infiltrati inviati per delegittimare le proteste. Un’accusa che viene smentita dai fatti visto che in più di un’occasione sono stati i leader stessi dell’opposizione a guidare le azioni dei violenti. Piano piano la verità inizia ad emergere come vedete. In Italia ora qualcuno riporterà il resoconto dell'inviato di Reuters da Caracas?

Domanda retorica chiaramente per un paese che si fida del "reportage" di "inviati" da Miami...

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti